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Il presidente

"Ad agosto tutti vaccinati, ma servono le dosi per cambiare passo"

Cirio: "Basta aperture a singhiozzo, ci vuole un piano"

Cirio

Il presidente della Regione Alberto Cirio

"Entro agosto saremo in grado di vaccinare tutti i cittadini piemontesi, dovremo solo essere messi nelle condizioni di farlo. Abbiamo un piano di arrivare a 30.000 vaccinazioni al giorno da metà aprile, ci vuole certezza sulle forniture". Questo il punto di vista del presidente Alberto Cirio, in un'intervista rilasciata a La Stampa.

I vaccini

Il governatore tocca tutti i temi caldi del momento, partendo proprio dalle inoculazioni: "In molti over 80 stanno aspettando ancora di effettuare l'iniezione perché non ci sono i vaccini: è capitato che avessimo dovuto annullare le prenotazioni perché erano finite le scorte. Entro questi due ultimi due giorni di marzo arriveremo a 20.000 dosi al giorno che era il traguardo che ci eravamo prefissati, ma possiamo arrivare a 30.000 verso la metà di aprile. Siamo convinti di vaccinare tutti i piemontesi entro agosto, ma tutto dipenderà dal numero dei vaccini che ci verranno forniti. Quello che mi aspetto è certezza sulle forniture e sui tempi e una corsia preferenziale, nella distribuzione, a chi in questa fase ha maggior capacità vaccinale. Inoltre bisogna snellire la burocrazia: non si può impiegare la maggior parte del tempo di una vaccinazione a riempire moduli.

Le scuole

Il presidente della Regione Piemonte è favorevole alla decisione del Governo di far ripartire le lezioni in presenza fino alla prima media anche nelle zone rosse dopo Pasqua: "È sicuramente un buon compromesso, ma vorremmo proporre un piano per vaccinare con Pfizer i 35.000 studenti di quinta superiore: hanno la maturità e la priorità di poter tornare in classe. 

Le riaperture

"Per le attività serve una prospettiva. Le aperture a singhiozzo non servono più, ci vuole un piano che possa calendarizzare le aperture a media-lunga scadenza. In alcuni settori come quello dello sci, con lo stop il giorno prima della ripartenza, o le aperture intermittenti, come per bar e ristoranti, non devono più verificarsi. La totale ripresa delle attività dipenderà dalla forza della campagna vaccinale: se dovessimo essere in grado di aumentare il numero delle dosi giornaliere allora potremmo pensare a riaperture sempre più ampie, con solamente delle chiusure chirurgiche", conclude Cirio.

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