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Le strette

Il Piemonte sempre più vicino alla zona arancione rinforzata

Crescono i contagi, aumentano le strette: cosa cambia

Il Piemonte sempre più vicino alla zona arancione rinforzata

Con ogni probabilità il Piemonte da lunedì 8 marzo sarà in zona arancione rinforzata. È quello che emerge dal monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute e dal Comitato tecnico scientifico. I dati, in rilevante peggioramento nel corso dell’ultima settimana, anche a causa della diffusione della variante inglese, hanno fatto sì che la regione scivolasse nella zona considerata a grande rischio.

“Dai numeri emessi dal pre report non dovremmo andare in zona rossa dal prossimo monitoraggio”, aveva commentato il presidente Alberto Cirio (leggi qui) ieri, giovedì 5 marzo, e aveva ragione. La situazione del Piemonte non è comunque buona: i numeri sono in peggioramento e la curva epidemiologica sembra impennarsi in un modo significativo. Ieri, per la prima volta dopo mesi, il bollettino ha segnato oltre 2.000 casi (leggi qui), ed è quindi prevedibile che il quadro possa ulteriormente aggravarsi nei prossimi giorni.

Ma cosa cambia con la zona arancione rinforzata rispetto a quella “classica”? Oltre alla chiusura delle scuole dalla seconda media fino alla quinta superiore, come già ufficializzato negli scorsi giorni da Cirio (leggi qui) e alla didattica a distanza anche per le scuole inferiori nei territori considerati più a rischio come il Vercellese (leggi qui), ci sarà un’ulteriore stretta per cercare di azzerare gli assembramenti: chiusi campi sportivi e aree giochi, mentre per fare la spesa o entrare nei negozi, si dovrà essere una sola persona per famiglia, come avveniva nel lockdown dello scorso marzo.

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