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La spiegazione

Scuole, Stecco illustra i criteri per le eventuali chiusure

Si attende la relazione del Dipartimento di malattie infettive

Alessandro Stecco

Alessandro Stecco, presidente Commissione regionale Sanità

L’esistenza comprovata della variante in circolo, 250 contagi ogni 100 mila abitanti o un aumento eccezionale dei nuovi casi, valutato dagli epidemiologi. Sono questi i tre macrocriteri che possono determinare la chiusura delle scuole (leggi qui). A sottolinearlo, con un post su Facebook, è Alessandro Stecco, presidente della Commissione regionale Sanità. Per far sì che si possa passare alla didattica a distanza per gli studenti basta che se ne verifichi solo uno di questi tre.

Questo è stato illustrato nel Dpcm firmato ieri, martedì 2 marzo dal presidente del Consiglio Mario Draghi. In particolare l’Art 21 punto 2 recita: “La misura di cui al primo periodo dell’articolo 43 è disposta dai Presidenti delle regioni o province autonome nelle aree, anche di ambito comunale, nelle quali gli stessi Presidenti delle regioni abbiano adottato misure stringenti di isolamento in ragione della circolazione di varianti di SARS-CoV-2 connotate da alto rischio di diffusività o da resistenza al vaccino o da capacità di indurre malattia grave; la stessa misura può altresì essere disposta dai Presidenti delle regioni o province autonome in tutte le aree regionali o provinciali nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”

E ora cosa può succedere in Piemonte? Stecco precisa che il presidente Alberto Cirio e la giunta hanno commissionato al Dipartimento delle malattie infettive una relazione per verificare in quali aree del Piemonte esiste la presenza di almeno uno dei tre requisiti imposti dal Dpcm. Questa relazione verrà illustrata al presidente della regione ai sindaci e i prefetti oggi alle ore 13:00: sulla base delle risultanze verranno assunte le determinazioni previste dal Governo. Non sarà quindi una scelta o un’opzione, ma un obbligo di legge dovuto a una previsione del Comitato tecnico scientifico del Ministero di forte peggioramento in caso non si prendano provvedimenti.

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