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Buronzo

Il chicco che racconta il territorio

Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop protagonista a "Riso d'Autore" insieme allo show cooking dello chef Eugenio Moreni di Maio Group

Il chicco che racconta il territorio

Un chicco che racconta un territorio, una filiera agricola e una tradizione gastronomica che guarda al futuro: è il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, unico DOP in Italia da quasi 20 anni, protagonista dell’evento Riso d’Autore ospitato al Castello di Buronzo e promosso dal Consorzio di Tutela. L’iniziativa, realizzata nell’ambito dello Sviluppo Rurale Piemonte 2023–2027, ha riunito istituzioni, studiosi del settore risicolo e professionisti della ristorazione per raccontare un prodotto agricolo di nicchia che nasce nei territori pedemontani tra le province di Biella e Vercelli. In quest'area, le condizioni climatiche e la natura del terreno conferiscono al riso caratteristiche distintive: chicchi compatti, traslucidi e con grande tenuta in cottura, qualità che lo rendono particolarmente apprezzato anche dall’alta cucina.

Il valore della denominazione DOP

Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Buronzo Ettore Rossini, seguiti dagli interventi di esperti e rappresentanti della filiera. Il presidente del Consorzio Carlo Zaccaria (nella foto) ha sottolineato il significato strategico della denominazione, spiegando che il Riso di Baraggia DOP non è solo un prodotto di eccellenza, ma l’espressione di una comunità che da generazioni coltiva qualità. Secondo Zaccaria, difendere questa denominazione significa proteggere una filiera che unisce agricoltura, cultura e identità gastronomica.

Lo storico Gabriele Ardizio ha ripercorso la storia del paesaggio della Baraggia, illustrando come la coltivazione del riso abbia contribuito a modellare nel tempo l’economia e l’identità culturale dell’area. Un focus scientifico è arrivato dall’intervento di Filip Haxhari dell’Ente Nazionale Risi, il quale ha precisato che la combinazione tra territorio, varietà e tecniche di coltivazione produce un chicco con grande capacità di assorbire i sapori mantenendo la consistenza. A completare il quadro è stato Matteo Musso, vicepresidente del Consorzio, che ha evidenziato il valore della tracciabilità e dell’etichettatura come garanzia per il consumatore e strumento fondamentale per difendere il lavoro dei produttori, assicurando origine e trasparenza lungo tutta la filiera.

Lo chef Eugenio Moreni di MAIO Group: “Un riso che dà identità ai piatti”

Gli interventi si sono susseguiti nel corso di un pranzo degustazione con lo show cooking dello chef Eugenio Moreni (nella foto), Executive Chef di MAIO Group, che ha interpretato le varietà Arborio, Carnaroli, S. Andrea e Loto del Riso di Baraggia attraverso un percorso gastronomico contemporaneo. Moreni ha spiegato che quando si lavora con un riso di questa qualità il piatto cambia completamente, poiché il chicco mantiene struttura e restituisce profondità al gusto.

Lo chef ha costruito un percorso che ha esplorato tecniche diverse, partendo dall'aperitivo con tartelletta di crema di riso e faraona confit, macaron salato con farina di riso, lamponi e gorgonzola e sushi all’italiana con riso Loto DOP. A seguire, l’arancino al pomodoro con cuore di mozzarella e vellutata al basilico realizzato con riso S. Andrea DOP ha introdotto il momento dedicato ai risotti. Sono stati serviti il Carnaroli DOP con toma biellese, miele e nocciole IGP Piemonte e il risotto alla milanese con ossobuco, che ha messo in evidenza la tenuta e la struttura del chicco. Il percorso si è concluso con il dessert “La Bella Majin”, una reinterpretazione della tradizione piemontese con crema di riso Loto DOP e note d’uva.

Un patrimonio agroalimentare tra identità e futuro

“Riso d’Autore” ha dimostrato come una denominazione d’origine possa diventare un vero motore culturale e gastronomico, capace di mettere in dialogo agricoltura, territorio e ristorazione d’eccellenza. L’evento ha ribadito il valore del Riso di Baraggia come patrimonio agroalimentare italiano e ambasciatore della qualità del Made in Italy. Questa iniziativa racconta una trasformazione più ampia della cucina italiana, dove il vero lusso gastronomico è l’origine: sapere da dove viene un ingrediente, conoscere il paesaggio che lo ha generato e capire il lavoro agricolo che c’è dietro ogni piatto. In questo senso, il Riso di Baraggia DOP diventa il simbolo di una cucina che torna alle radici con uno sguardo contemporaneo.

Riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole nel 2007, il Consorzio opera per la tutela e la promozione di una produzione di nicchia coltivata nei 28 comuni tra le province di Biella e Vercelli, ai piedi del Monte Rosa. Le condizioni pedemontane conferiscono al riso compattezza e una qualità unica, rendendolo un'eccellenza apprezzata dai professionisti del settore.

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