Mezzo secolo di musica, legami e memoria
di Diego Melara
11 Febbraio 2026 09:02
CRESCENTINO – C’è un modo speciale di misurare il tempo: non con le lancette, ma con le canzoni. È il tempo vissuto e raccontato dalla Crazy Band, protagonista di una storia lunga cinquant’anni, fatta di musica, amicizia e identità.
Nata negli anni Settanta, quando il rock era un linguaggio generazionale prima ancora che un genere musicale, la Crazy Band ha attraversato decenni di cambiamenti, mode e rivoluzioni sonore restando fedele a se stessa. Glam, punk, hard rock: influenze assorbite e restituite con uno stile diretto, ruvido, autentico. Una musica che nasce dal bisogno di esprimersi e di condividere, più che dall’inseguire le tendenze.
Un percorso che trova oggi un curioso parallelismo con la trap, genere distante per suoni e linguaggi, ma simile per funzione: raccontare il disagio, la periferia, l’urgenza di trovare una voce nel proprio tempo. Perché la musica cambia forma, ma continua a essere specchio delle generazioni.
Dentro questa lunga avventura c’è anche Crescentino, grazie ad Antonello Privitera, bassista e anima pulsante del gruppo, affiancato da una formazione che nel tempo si è evoluta restando soprattutto una compagnia di amici. Un cammino segnato anche dalla memoria, con il ricordo dello storico frontman Franco Occhionero e di Mario Dappiano, figure centrali nella storia della band.
Cinquant’anni dopo, quel filo non si è spezzato. Si è fatto più resistente. La Crazy Band non celebra solo un anniversario, ma una vita condivisa, nota dopo nota.
La storia completa, con tutti i protagonisti, i ricordi e le testimonianze, nell’articolo integrale in edicola su La Sesia venerdì 13 febbraio.

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