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Una storia di integrazione

La dedizione di Alfa ha conquistato Gattinara che ora sente la sua mancanza

Un esempio rappresentativo del progetto di volontariato 'Ti prendo per mano'

Da sinistra: Alfa, monsignor Franco Givone,  il vicesindaco Daniele Baglione

Da sinistra: Alfa, monsignor Franco Givone, il vicesindaco Daniele Baglione

Gattinara: negli ultimi giorni, tra le strade e le piazze della città, si è avvertita un’assenza che non è passata inosservata. Mancava quella figura familiare che per anni ha accompagnato la quotidianità urbana con piccoli gesti concreti e un’attenzione costante per gli spazi comuni. Alfred Tahir, per tutti Alfa, non si vede più pedalare con la sua bicicletta e il casco ben allacciato, mentre si prende cura di ciò che altri trascurano. Alfa è stato uno dei volti più rappresentativi del progetto di volontariato “Ti prendo per mano”, un’iniziativa che ha trovato in lui un interprete silenzioso ma instancabile. La sua presenza, discreta e allo stesso tempo riconoscibile, ha contribuito a rendere la città più ordinata e accogliente, trasformandolo in un simbolo di senso civico e dedizione. Non servivano parole: bastavano il sorriso, la pazienza e la costanza con cui si muoveva tra vicoli, giardini e piazze.
L’assenza improvvisa ha suscitato preoccupazione e affetto. Numerosi cittadini si sono rivolti all’amministrazione comunale per avere notizie, segno di quanto il legame tra Alfa e la comunità fosse ormai profondo. A chiarire la situazione è stato il Comune, spiegando che Alfa sta affrontando un periodo delicato dal punto di vista della salute, che ha reso necessario un ricovero. Attualmente è seguito quotidianamente dai servizi comunali e dal personale del Consorzio Casa, che ne monitorano le condizioni. Il percorso di Alfa all’interno del progetto di volontariato resta uno degli esempi più significativi di partecipazione attiva alla vita collettiva. La sua dedizione ha lasciato un segno che va oltre la pulizia delle strade: ha mostrato come prendersi cura della città significhi, prima di tutto, sentirla propria. Un messaggio semplice ma potente, che l’amministrazione auspica possa diventare patrimonio condiviso e stimolo per comportamenti più responsabili.
Ora, la città che lo aveva accolto resta in attesa, con fiducia, di rivederlo tornare tra le sue strade, pronto a riprendere quel compito che aveva scelto come forma quotidiana di impegno e gentilezza.

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