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Lutto

Trino: addio a Dante Chinelli, Cavaliere della Repubblica e Alpino

Aveva 89 anni

Dante Chinelli

Dante Chinelli

Era gentile e dai modi garbati, ma allo stesso tempo sapeva essere deciso, era laborioso, era Cavaliere della Repubblica e orgogliosamente un Alpino.

Se n’è andato ieri Dante Chinelli, molto noto in città, trinese da lungo tempo ma originario del piacentino. Con lui muore un altro pezzo di storia trinese e Chinelli verrà salutato mercoledì pomeriggio in parrocchia. Aveva 89 anni, ne avrebbe compiuti 90 a fine luglio. Dante Chinelli era nato il 27 luglio 1932 alla cascina Poiesa a Celleri di Carpaneto Piacentino. Fu nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana con decreto del Presidente della Repubblica il 27 dicembre 2013 e di quella nomina, nell’intervista rilasciata a La Sesia, disse: "Fa molto piacere essere stato nominato Cavaliere e non me l’aspettavo assolutamente. Un amico me l’aveva prospettato ma non credevo che la cosa potesse davvero avverarsi. Sono veramente orgoglioso di questa onorificenza".

Chinelli era un Alpino del Gruppo di Trino, del quale per un periodo fu anche capogruppo, ma era stato pure consigliere sezionale a Vercelli per quattro mandati. Fece il servizio militare negli Alpini a Bassano del Grappa per il Car, poi a Udine all’ottavo Reggimento Julia e a Tolmezzo per un certo periodo. Chinelli era iscritto all’Associazione Nazionale Alpini dal 1968, si era iscritto a Piacenza, e poi dal 1999 di iscrisse a Trino. Sulla sua vita lavorativa Chinelli raccontava che "da giovane aiutavo papà in cascina, poi lavorai nel settore ruspe e movimento terra in vari cantieri, con i miei fratelli e con la Prespali di Milano. In questa azienda ho fatto “carriera”, nel senso che da ultimo arrivato mi sono fatto notare per la bontà del mio lavoro e il padrone ne tenne conto. Ho lavorato in vari cantieri nel nord Italia, poi anche a Roma a Monte Mario per le fondazioni dell’albergo Hilton. Sarei dovuto andare anche a Nuoro ma mi presi una pausa per aiutare mio padre in cascina in quanto era stato colpito da infarto. In seguito però non continuai con la ditta milanese perché ero sempre lontano da casa e i miei famigliari quasi non mi riconoscevano. Ho preferito stare con la famiglia e rinunciare a grosse cifre che il proprietario milanese mi aveva offerto. Lavorai con i miei fratelli qui in zona e tra il ’64 e il ’65 rilevammo il frantoio del signor Farina. Feci però un ragionamento: dovendo prendere la ghiaia per pulirla e poi metterla sul mercato, c’erano costi che convenivano poco. La mia idea fu quella di realizzare un laghetto per così sfruttare il materiale ghiaioso da togliere. Lo feci con una ditta mia, la Trino Cave, e realizzai quest’opera a Castell’apertole. Ho continuato a lavorare nel settore cave fino al ’94 e fino al ’98 nel settore calcestruzzo a Leri".

Dante Chinelli, con il suo garbo e la sua gentilezza, con la sua alpinità, mancherà a tanti.

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