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Compensazioni del nucleare

Trino: chiesta udienza ai Ministeri per gli arretrati dei Fondi Scanzano

In arrivo 17 milioni di euro, ma mancano le somme dal 2011 ad oggi

Trino municipio

Il palazzo comunale di Trino

Sono 17 i milioni di euro in arrivo a Trino per gli arretrati dei fondi Scanzano dal 2005 al 2011, ma il sindaco Daniele Pane ha chiesto una nuova udienza ai Ministeri per trattare sul resto degli arretrati dopo il 2011 ad oggi.

Pane spiega: "Di fronte alla miopia delle parti politiche e alla scarsa volontà dei funzionari dei ministeri di lavorare su progetti condivisi di definizione bonaria dei conflitti, riteniamo comunque doveroso recuperare le somme mancanti. Allo stesso tempo, però, non intendiamo esporre i cittadini al rischio di dover farsi carico di ulteriori interessi e spese legali. Per questo abbiamo deciso di fare un ultimo tentativo chiedendo nuovamente audizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri della Transizione Ecologica, dello Sviluppo Economico e delle Finanze. Ci auguriamo di trovare un governo maggiormente rispettoso delle norme e dei provvedimenti giurisdizionali e auspichiamo che i Ministri interessati trovino il tempo e la volontà per corrispondere, senza necessità di altre vertenze, quanto dovuto e spettante ai nostri territori ormai da quasi 20 anni".

Intanto arrivano 17 milioni di euro: con l’ordinanza del Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Roma comunicata il 4 maggio, il Comune di Trino può finalmente incassare i 17 milioni di euro di compensazioni nucleari arretrate e mai erogate dallo Stato, comprensive di interessi e spese legali, assegnate con i fondi Scanzano ai Comuni e alle Province sedi di servitù nucleare. Per ottenere questa somma, che era dovuta non solo in base a una legge dello Stato, ma anche in esecuzione di una sentenza resa dal Tribunale di Roma e confermata in secondo grado dalla Corte di Appello a giugno 2020, il Comune di Trino si è visto costretto a pignorare i conti correnti dello Stato presso la Banca d’Italia, così come gli altri Comuni che a suo tempo hanno dato il via al contenzioso giudiziario. Un atto dovuto in quanto lo Stato non ha ottemperato a una sentenza, provvisoriamente esecutiva ex lege, resa da un suo stesso organo, la Magistratura.

Pane termina: "Ci auguriamo che sia un evento più unico che raro, ma non possiamo tacere la vergogna e l’imbarazzo di questa situazione. Innanzitutto per il comportamento di chi, in rappresentanza dello Stato, ha deciso di non pagare ciò che a oggi è pacificamente dovuto. Non è né morale né etico, anche perché le somme dovute sono state a suo tempo prelevate dalle tasche dei cittadini, sotto forma di oneri di sistema nelle bollette dell’energia elettrica, con una motivazione e destinazione specifica, compensare i territori sede di servitù nucleare. Tali somme, anziché essere utilizzate nei territori beneficiari sono state trattenute dallo Stato e distratte dalla loro legittima destinazione per finalità che non ci è dato conoscere, ma certamente non per le compensazioni cui erano per legge destinate".

Il vice sindaco Elisabetta Borgia aggiunge: "Trino ha ottenuto il dovuto per le annualità 2005-2011, ma restano ancora da incassare quelle successive, per le quali ci siamo già attivati con un nuovo contenzioso. In più occasioni, anche in rappresentanza degli altri Comuni, abbiamo proposto ai Ministeri interessati di arrivare a una definizione bonaria per ottenere le risorse dovute senza intentare nuove cause, consentendo allo Stato e quindi ai cittadini italiani di risparmiare milioni di euro in interessi e spese legali. L’inadempienza dello Stato per il contenzioso del 2011 è costata, per le sole somme dovute al Comune di Trino, ben 1,5 milioni di euro in più".

Dal 2005 a oggi, il Comune di Trino, e altri 70 enti, percepiscono il 70 per cento in meno di quello che, in base alla legge, gli spetta. Solo per Trino la mancata erogazione è arrivata a oltre 35 milioni di euro. "Risorse che verrebbero indirizzate e spese a favore della cittadinanza per tagli delle tasse, miglioramento dei servizi, lavori pubblici e altro ancora", concludono gli amministratori.

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