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Il 25 aprile a Santhià

"La libertà non si acquisisce per sempre, ma va curata, ogni giorno"

Il parroco: "Manifestazione meno partecipata: è un dispiacere"

"La libertà non si acquisisce per sempre, ma va curata, ogni giorno"

Santhià: "La libertà non si acquisisce una volta per sempre, ma va curata: ogni giorno", così il sindaco Angela Ariotti ha concluso il corteo per la celebrazione del 77° anniversario della Liberazione. Il primo cittadino ha sottolineato inoltre: "La pace non deve arrendersi di fronte alla guerra. Ricordiamo che oggi noi possiamo esternare il nostro malcontento, manifestare e scioperare. Ma senza quel 25 aprile saremo in grado solo di chinare il capo e non fiatare. Qui con noi oggi abbiamo Gemma Salino, una delle poche partigiane santhiatesi ancora in vita, che in quei giorni ha perso il suo compagno ma negli anni ha cercato sempre di riportare la memoria di quei giorni anche a chi non ha vissuto in prima persona quei momenti. Grazie Gemma. Auguriamoci che il popolo ucraino riesca a riavere la propria libertà. Perchè senza libertà nulla è possibile".

Il parroco don Stefano Bedello ha invece voluto ricordare l'opera di monsignor Ravetti, che accoglieva in canonica i partigiani e dava loro una sede per le riunioni segrete. Il prelato è stato una delle figure che Santhià non deve dimenticare per il contributo che ha dato alla libertà. Don Stefano ha precisato anche: "La storia si dimentica presto, a causa dell'indifferenza tendiamo a dimenticare. Ci auguriamo di non dimenticare, anche se un po' lo stiamo già facendo. Da quando sono a Santhià vedo questa manifestazione sempre meno partecipata, e questo è davvero un dispiacere. Perché il 25 aprile è per tutti".

Il presidente della sezione locale di Anpi, Lucio Beccari, ha voluto focalizzare il suo intervento sull'importanza della libertà di informazione di pensiero: "Diamo per scontata la veridicità delle informazioni che ci pervengono, soprattutto i più giovani bombardati ogni giorno dai social. Ma bisogna fare attenzione. Ed oggi siamo qui per ricordare: quei giorni, quei momenti e quei partigiani che hanno combattuto la loro guerra contro la guerra". 

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