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Vercelli - Anpi "Anna marengo"

Una carezza alla morte: la strage di Roasio nelle opere di Enzo Maio

Mostra aperta fino al 27 aprile

Enzo Maio opera

E’ con una lirica di Alda Merini che Elisabetta Dellavalle ha presentato l’opera di Enzo Maio, quanto mai attuale in questi giorni in cui la guerra si è manifesta con l’orrore di sempre. L’autore, originario di Carpignano Sesia, vive e lavora a Ghislarengo; ha esposto le sue opere in Italia e all’estero, da Dusseldorf a Bruxelles, da New York a Helsinki.

La mostra  “Una carezza alla morte” inaugurata il 13 aprile nella sede dell'Anpi (chiostro di San Pietro Martire, Pisu), ha come tema la strage compiuta dai nazi-fascisti, di ventitré civili a Roasio. Presentata per la prima volta proprio a Roasio in occasione del 75° anniversario dell’eccidio, è organizzata dalla sezione Anpi di Vercelli “Anna Marengo” nell’ambito delle iniziative promosse per l'anniversario della Liberazione e rimarrà aperta fino al prossimo 27 aprile, tutti i giorni dalle 17 alle 19, eccetto a Pasqua e Pasquetta. 

“Una carezza alla morte” si propone con una forte carica emotiva che “rende eterno l’orrore… indicando come la missione dell’Arte sia quella di insegnarci ad andare oltre, oltre al fatto accaduto per fermarlo nel tempo” dice Dellavalle.

Le immagini che il pittore propone sono sfumate, sono volti con occhi scavati, profondi, buchi neri, sono la metafora della morte nella sua crudezza. Enzo Maio che ha abbinato la pittura con la ricerca storica,ha parlato della strage di Roasio, uno degli episodi più cruenti della Resistenza nel Vercellese, ha ricordato l’efferatezza di quel gruppo di polizia formatosi a Biella composto da una ventina di persone fra tedeschi e italiani. Il gruppo operava nelle zone del Biellese servendosi di metodi terribili durante gli interrogatori che finivano poi con l’uccisione dei prigionieri. Il 9 agosto 1944 nella piazza di Roasio furono picchiati e impiccati alcuni uomini insieme poi ad altri civili incontrati per caso e fucilati: la strage durò mezz’ora come testimoniato dai documenti. Anche due contadini che passavano per caso furono fermati ed uccisi. Questo ricorda l’opera di Enzo Maio, dolente e rabbiosa, “naturalistica” con una accezione più complessa, come Marco Rosci, critico d’ arte, ha detto del pittore.

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