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Guerra in Europa

Trino: nasce il gruppo "Operatori di pace"

L'iniziativa è stata presentata dal parroco don Patrizio Maggioni

Don Patrizio Maggioni

Don Patrizio Maggioni

Si chiama “Operatori di Pace” il gruppo dei volontari nato a Trino per organizzare l'ospitalità della popolazione ucraina in città. Il gruppo coordina le azioni necessarie per l'accoglienza ed è già attivo sul territorio.

Chi volesse avere informazioni può contattare il 345-2447232. E’ inoltre possibile fare donazioni con un bonifico scrivendo nella causale “Pro profughi ucraini” e l’Iban è quello della Caritas: IT40P0306909606100000131554. Il gruppo degli “Operatori di Pace” questa settimana sta raccogliendo riso, pasta, cibo a lunga conservazione (tra questo non il latte), tutte cose che possono essere consegnate direttamente alla Caritas in via Gennaro 22: sarà possibile farlo domani, venerdì, dalle 15 alle 17, e poi sarà di nuovo possibile il lunedì, il mercoledì e il venerdì, sempre dalle 15 alle 17. 

Il gruppo “Operatori di Pace” è stato presentato dal parroco don Patrizio Maggioni con un video sui social: "Da qualche giorno ci stiamo organizzando per l’accoglienza dei profughi ucraini che stanno lasciando le loro case per via della guerra. Già tanta gente ha risposto dando la propria disponibilità a fare qualcosa per queste persone e anche qui a Trino stanno arrivando dei profughi e vorremmo organizzarci per accoglierli al meglio. Abbiamo pensato a una banca del tempo dove ognuno può dare quello che può per contribuire a questa accoglienza, come magari un’ora settimana per tenere compagnia ai bambini che arriveranno, oppure mettere a disposizione la propria professionalità e le proprie capacità, o, per chi non può esserci fisicamente, dare un contributo economico. Abbiamo deciso di allestire una squadra di volontari affinché l’accoglienza sia fatta bene e per farla al meglio per aiutare queste persone".

Il parroco aggiunge: "Più si é meglio è, più si fa, più persone partecipano, hanno la capacità, danno la disponibilità, più si potrà fare. Vogliano inoltre rendere agile e puntuale la comunicazione perché le necessità vengano messe in correlazione a quanto serve realmente: comunicheremo di volta in volta quello che servirà per l’accoglienza, ci aspettiamo numeri importanti e un’accoglienza di qualità. Ripeto, più siamo, meglio faremo, e ognuno dando il proprio contributo sia testimone e operatore di pace in questo periodo, perché vogliamo dare un segnale positivo in una realtà negativa come quella che stiamo ascoltando ogni giorno".

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