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L'allarme: "Caro bollette, colpita duramente l'industria del riso"

Rispetto allo scorso anno gli aumenti hanno toccato picchi fino al 120%

Riso

"L’incremento dei costi di produzione colpisce duramente l’industria del riso".

E' l'allarme lanciato da Airi (Associazione Industrie risiere italiane), di cui è presidente il vercellese Mario Francese: "Gli ulteriori aumenti della materia prima nazionale, dei costi energetici, packaging e trasporti nazionali ed internazionali mettono a rischio la sostenibilità del settore risiero - proseguono da Airi - Sino ad oggi, l’industria risiera italiana, principale player con una quota pari al 40% dell’intero mercato europeo, ha compiuto grandi sforzi per contenere le ricadute degli aumenti dei costi. Tutti i costi produttivi sono fortemente aumentati nel corso dell’ultimo anno e stanno incrementando ulteriormente con lo scoppio guerra in Ucraina. L’industria, che ha per buona parte assorbito gli aumenti registrati fino all’autunno scorso, oggi non è più in grado di contenere la nuova escalation dei costi".

Da ottobre 2020 a ottobre 2021 il costo dell’energia elettrica è aumentato del 400% e poi ulteriormente raddoppiato da ottobre 2021 ad oggi a causa delle tensioni precedenti al conflitto. Stessa sorte per il gas metano, che è aumentato del 500% da ottobre 2020 a ottobre 2021 e di un ulteriore 150% negli ultimi tre mesi. "Nel medesimo periodo di riferimento, il petrolio è aumentato del 124% e poi del 54% negli ultimi tre mesi, raggiungendo livelli vicini ai massimi storici del 2008, con effetti negativi anche per i costi del gasolio per autotrazione ai quali si uniscono gli enormi costi (quadruplicati nell’ultimo anno) della logistica internazionale, accentuati dalla carenza dei container. Infine, i costi per il packaging sono in costante crescita (+25%) con serie incertezze sull’approvvigionamento futuro", evidenziano da Airi.

In questo contesto generale, a pesare enormemente "è il continuo aumento di prezzo della materia prima nazionale, solo in parte dovuto all’aumento dei costi di produzione che gli agricoltori stanno subendo. Da novembre 2021 ad oggi, il prezzo delle varietà più consumate è aumentato tra il 40% e il 50%. Rispetto allo scorso anno gli aumenti hanno toccato picchi fino al 120% su alcune varietà - è l'analisi - Da sottolineare che il risone incide fortemente nella formazione del prezzo del prodotto lavorato. L’industria ha cercato di contenere gli aumenti dei costi comprimendo i margini ma è evidente che il perdurare degli aumenti rende la situazione non più sostenibile".

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