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Crisi idrica, Gilardino: "Maggiori criticità in Valsesia"

I dati forniti da Ato2 sulla siccità e sulle perdite degli acquedotti

Acqua rubinetto

Un problema globale che si può riversare territorialmente sotto più aspetti: ambientale, economico, gestionale e sociale. A partire dall’anomalia climatica e dal riscaldamento globale abbiamo sviluppato un’inchiesta. Dopo aver parlato delle ricadute ambientali, di quelle per l’agricoltura, per la filiera del riso e per l’allevamento e  degli incendi boschivi. In questo articolo tratteremo il problema della siccità e della condizione degli acquedotti

"Dove ci sono pozzi più profondi non ci accorgiamo ancora della crisi idrica. Ci sono maggiori criticità nelle zone in cui l’approvvigionamento arriva da sorgenti superficiali e quindi nel Biellese e in Valsesia. La situazione è sottocontrollo”: a sostenerlo è Davide Gilardino, vicepresidente vicario dell’Autorità d’ambito n.2 in riferimento alla siccità che sta colpendo il Piemonte, visto che non piove consistentemente dall’8 dicembre 2021.

Secondo un report fornito dall’organismo (status 21 febbraio 2022) i gestori “Am+ S.p.a” e “Asm Vercelli” non rilevano alcuna criticità, mentre “Cordar Valsesia” ha avviato tre interventi: “Il gestore – si legge nel documento - dichiara una situazione di massima allerta e che se la situazione nel breve periodo si manterrà, i rifornimenti con autobotti saranno all’ordine del giorno in parecchie località”. Ad oggi, facendo fede al report, sarebbero stati avviati interventi nei Comuni di Cravagliana, Mollia e Coggiola. Trasporti con autocisterna anche a Fobello.  Il gestore Sii, invece, “non ha avuto necessità di avviare interventi straordinari in relazione all’attuale periodo di siccità – dice il documento - ma qualora dovesse perdurare l’assenza di precipitazioni non si esclude la necessità di attivare il servizio sostitutivo con autobotti”.

Il gestore, però, il 15 febbraio avrebbe richiesto ai Comuni di Borgosesia, Brusnengo, Curino, Lozzolo, Roasio, Sostegno e Villa del Bosco di limitare i consumi dell’acqua a usi essenziali. Infine, il Cordar Biella avrebbe richiesto un’ordinanza sindacale per l’autorizzazione in deroga dmv e l’integrazione di prelievi con nuovi punti di captazione per Biella (con 800 abitanti interessati), Pollone (100), Magnano (405) e Sala Biellese (593).
Quindi la situazione nel vercellese è ancora abbastanza tranquilla: “Meno nel biellese e nel casalese-valenzano – precisa Gilardino – per via dell’approvvigionamento da sorgenti superficiali, ma ci sono stati interventi di razionalizzazioni e stiamo cercando soluzioni alternative. Sarà importante il futuro: il trend ormai è dato da periodi siccitosi sempre più lunghi interrotti da improvvise bombe d’acqua. Stiamo facendo un ragionamento di interconnessione tramite dighe e ponti per essere maggiormente performanti”.

Perdite degli acquedotti

Secondo la “relazione sull’andamento tecnico gestionale del servizio idrico integrato controllo di gestione per l’anno 2022- volume 2” di Ato2, visibile sul sito, la perdita media degli acquedotti dell’autorità sarebbe del 36% (pagina 154). Il numero fa capo al 2020: “I dati tecnici – spiegano da Ato2 – vengono redatti con un certo periodo di distanza: l’anno corrente meno quello precedente. I numeri del 2021 verranno forniti nei prossimi mesi”.

Le percentuali, delle perdite, riportati dalla relazione sono molto variabili: “Visto che abbiamo un territorio molto eterogeneo che va dalla montagna alla pianura – proseguono da Ato2 - i valori di perdite sono molto diversi tra di loro”. Infatti per Amc sarebbero del 23,65%, per Amv del 35,42 %,  (Amc e Amv sono andate a costituire laNew-Co AM+ S.p),per Asm Vercelli del 39,96%, per  Comuni riuniti (società a cui è stato revocato l’affidamento) del 33,35%, per Cordar Biella  del 31,87%, per Cordar Valsesia 32,83% e per Sii 42,94%. La media italiana, come si legge a pagina 107 della relazione, (fonte Arera, “Numeri dei servizi pubblici pubblicata online la relazione annuale dell’autorità.

I dati 2020 per elettricità, gas, acqua e rifiuti”), sarebbe del 41,2 % (da oltre il 43% nel 2018). I valori di perdite più alti si hanno al Centro, nel Sud e nelle Isole. Al Nord e in zona i valori sono quindi più contenuti: “Stiamo comunque cercando di portare avanti un’iniziativa con i nostri gestori – specifica Gilardino – e di presentare un progetto per eliminare le perdite occulte dei servizi acquedottistici di tutti i comuni attraverso il Pnrr. La siccità non ha fatto variare i numeri”.

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