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Parola ai lettori

"Adottare corretti criteri per una efficace gestione del verde urbano"

Le considerazioni dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali Vercelli e Biella 

Potatura piante

Gentile direttore,

                       l’inverno è la stagione del riposo vegetativo per le nostre piante. Anche chi non ha molta dimestichezza con i lavori dei campi, sa che la maggior parte delle potature degli alberi da frutto si fa in questo periodo, ossia quando il “trauma” per la pianta è minore. Lo scopo principale è quello di stimolare una reazione a noi utile, ossia l’emissione di una maggior quantità di rami da fiore, che diverranno frutti. Lo stesso criterio vale per le piante ornamentali, che troviamo nei nostri giardini e nelle città, ma in questo caso gli scopi sono altri. In ambiente urbano, gli obiettivi primari dovrebbero essere due: ridurre il rischio che si verifichino danni a persone e cose e limitare i conflitti tra gli alberi e il costruito circostante. Ricordiamo, infatti, che gli alberi non avrebbero bisogno del nostro intervento, ma siamo noi che cerchiamo di massimizzare i vantaggi della loro presenza, cercando di minimizzarne gli svantaggi. Dunque, prima di passare all’azione, un decisore dovrebbe porsi almeno le seguenti domande:

  • Quali interferenze si riscontrano tra quell’albero e gli edifici, l’illuminazione, la segnaletica circostante? E quali margini di manovra abbiamo?
  • Qual è il livello di rischio di connesso alla presenza di un soggetto arboreo singolo o di un’alberata?

Solo dopo aver risposto a tali domande, potranno essere intraprese le azioni ritenute necessarie, siano esse potature,  consolidamenti o abbattimenti. Ma se alla prima domanda è relativamente semplice rispondere con una attenta osservazione degli spazi occupati, per la seconda entrano in gioco un gran numero di variabili. La valutazione del rischio, attuata con procedure riconosciute, è però un passaggio cruciale per determinare le priorità e per evitare di sprecare risorse eseguendo dei lavori che probabilmente si sarebbero potuti evitare. Ma la questione non si ferma qui. Anche laddove venga riconosciuta l’opportunità di una potatura, purtroppo si osservano ancora parecchi errori nelle modalità di intervento. L’abuso della troncatura dei rami a scapito dei tagli di ritorno, le cimature, i tagli mirati solo a definire una forma della chioma ma disinteressati alla morfologia della pianta, lo scarso ricorso ai consolidamenti, provocano severi squilibri a questi organismi. Per cui si possono aggiungere ulteriori costi indiretti: la reiterazione di tagli errati comporta un diffuso degrado del patrimonio arboreo a cui devono seguire interventi correttivi o addirittura di abbattimento e sostituzione. Il ricambio del patrimonio arboreo è ovviamente una delle azioni da prevedere quando si parla di esseri viventi, che noi abbiamo costretto a vivere in un ambiente a loro ostile. Ma almeno tentiamo di fare in modo che ciò si verifichi con minor frequenza. Un’ultima notazione: spesso si assume come unico criterio d’indirizzo “l’eccessivo sviluppo” di un albero. Fortunatamente in alcune importanti città, come ad esempio a Torino, non è stato un criterio adottato come prioritario, altrimenti non vedremmo quei maestosi esemplari che segnano i grandi viali cittadini.

Anche il legislatore se n’è accorto e con l’adozione del D.M. n. 63 del 10 marzo 2020 “Criteri ambientali minimi (CAM) per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde” sono state fornite indicazioni molto precise in merito. Rivolgendosi ai prestatori d’opera per gli Enti Pubblici, viene specificato di “evitare (...) di praticare la capitozzatura (...), la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione?.” Purtroppo, anche in questo inverno, assistiamo ad operazioni, all’interno di spazi privati, ma soprattutto in quelli pubblici, che non pare abbiano recepito tali indicazioni. L’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali delle Province di BI e VC propone l’organizzazione di un evento formativo e divulgativo, rivolto principalmente ad amministratori e tecnici degli Enti territoriali al fine di fornire gli strumenti informativi e burocratici per gestire questi ambiti. Al momento formativo parteciperanno fattivamente le imprese del settore che ormai da tempo hanno intrapreso un percorso di specializzazione per imparare a riconoscere l’architettura di ciascun albero e ad operare in sintonia con la fisiologia della pianta. 

Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali delle province di Vercelli e Biella 

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