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Crescentino

Un crescentinese tra i martiri delle Foibe?

Lo stabilirebbe una ricerca dell'ex assessore Arlotta

Martiri delle foibe

Alberto Ardizzone martire delle foibe?

E’ quanto emerge dalle ricerche svolte dall'ex assessore Giuseppe Arlotta.  

Con un gruppo di amici Arlotta ha tenuto una personale cerimonia in via Martiri delle foibe, per celebrare il Giorno del ricordo, deponendo un mazzo di fiori, presente anche l’onorevole Carlo Giacometto. "Oggi abbiamo inteso testimoniare un percorso iniziato 22 anni fa, quando su nostro invito, il giornalista Fausto Biloslavo tenne in città una conferenza sui martiri delle foibe a cui, sempre dietro nostra proposta, fu intitolata questa via – spiega – dopo aver fatto delle ricerche possiamo asserire che probabilmente tra i martiri della tragedia giuliano/istriano/dalmata c’era un crescentinese: Alberto Ardissone, nato a Crescentino il 30 gennaio 1895 da Giuseppe e Maria Lissone, di professione ferroviere".

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Secondo la testimonianza resa allora da Romano Beorchia, abitante a Trieste, il 25 maggio 1945, mentre Ardissone si recava per ragioni di servizio a Sesana di Trieste, veniva prelevato dai partigiani comunisti titini e deportato a Postumia per poi scomparire definitivamente.  

 

"Questi dati sono già stati comunicati al sindaco Vittorio Ferrero affinché venga accertata la veridicità attraverso gli archivi comunali e parrocchiali. Un giorno si spera che la celebrazione privata e quella ufficiale comunale tenutasi oggi, possano diventare cosa unica senza revisionismi e giustificazioni di sorta – dice Arlotta – partendo dal presupposto che i morti non hanno colore. Dopo gli anni di silenzio su ciò che è realmente accaduto tra il 1943 e il 1947, riteniamo che anche nella nostra città i martiri delle foibe debbano divenire patrimonio storico e simbolo di quella libertà a cui sempre ci si appella".

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