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"Maggiore attenzione ai malati cronici non autosufficienti"

Le considerazioni del Gruppo Senza sede

Malato ospedale

Una maggiore attenzione sul settore assistenziale dei malati cronici non autosufficienti. Il Gruppo senza sede torna a portare all’attenzione pubblica le problematiche di questo settore.

"Il quadro politico e culturale complesso di questi anni di pandemia sta spostando l’attenzione generale sul Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza) ed i relativi finanziamenti stanno scatenando gli interessi particolari e, nonostante altisonanti dichiarazioni, il Governo, le associazioni di rappresentanza ed i sindacati, hanno finora perseguito l’emarginazione del settore assistenziale dei malati cronici non autosufficienti - affermano - Nessun provvedimento è stato approvato per garantire le priorità degli interventi domiciliari per chi necessita di prestazioni indifferibili 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno e non è stata avviata la radicale riforma che ci si attendeva per le Rsa, tragicamente martoriate dalla pandemia".

Dal Gruppo senza sede aggiungono: "Forse questi esseri umani sono ormai considerati “vuoti a perdere” inutili per il galoppare dell’economia. Il Ministro della salute, con le scelte operate, nega il diritto alle cure sanitarie previste dalla Legge 833/1978 in capo al Servizio sanitario per tutti i malati, senza discriminazioni per età o malattia. Questa scelta politica costringe i nuclei familiari ad affrontare responsabilità di cura ed oneri economici che nessuna legge prevede a loro carico. Le associazioni che operano nell’ambito della non autosufficienza hanno ben presente la situazione, ma rivolgono le loro petizioni al settore delle politiche sociali che non ha competenza in materia sanitaria. Le richieste di aumentare le risorse del fondo per le politiche sociali non servono a migliorare le prestazioni come l’Adi (Assistenza domiciliare integrata) che è di competenza del settore sanitario. I Comuni che spesso contribuiscono finanziariamente a sostenere le Rsa, non sono tenuti ad investire risorse proprie in attività di cui sono titolari le Asl, ma hanno invece un’importante responsabilità di vigilanza, sia monitorando l’utilizzo del patrimonio Ipab, sia sulla corretta applicazione delle normative sull’Isee per le prestazioni rientranti nei Lea, chiedendo alle Asl ed alla Regione di garantire le prestazioni, con il riconoscimento delle convenzioni per i ricoveri e l’approvazione del regolamento della legge regionale 10/2010, per dare attuazione alle cure domiciliari con contributi economici e presa in carico dell’Asl".

Dal Gruppo senza sede concludono: "Il 2022 sarà un anno di transizione, con iniziative a livello nazionale legate alla Missione 5 e 6 del Pnrr che condizioneranno le scelte regionali. E’ comunque nostra intenzione affiancare la Fondazione Promozione sociale e proseguire con l’osservazione e l’informazione circa gli interventi del settore socio sanitario, per contestare ogni forma di prevaricazione, discriminazione e razzismo e presentare proposte a favore delle cure sanitarie per il rispetto dei diritti e della dignità dei malati".

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