cerca

Ex Galileo Ferraris

Trino: giudizio negativo del Ministero sulla centrale a gas

La soddisfazione di Legambiente

Centrale  a gas

Giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto di installazione di una nuova unità a gas per la centrale termoelettrica "Leri Cavour" di Trino proposto da Enel Produzione S.p.A. E’ quanto ha comunicato il ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani di concerto con il ministro della cultura Dario Franceschini.

Enel Produzione aveva avviato il procedimento per la valutazione d’impatto ambientale (Via) per il progetto di una nuova unità a gas della centrale termoelettrica di Leri Cavour. Nel documento si leggeva come Enel affermava che il progetto non ricade all’interno di aree naturali protette, ma la centrale a gas potrebbe avere impatti indiretti ad interferire con alcune aree a circa 5 chilometri dal sito: le zone di protezione speciale (Zps) Risaie vercellesi, Palude di San Genuario e San Silvestro, la zona speciale di conservazione (Zsc) Palude di San Genuario, e la Zsc-Zps Bosco della Partecipanza di Trino.

Le caratteristiche dell’impianto: una nuova unità a gas di circa 870 mega watt e potenza termica di 1.420 mega watt da realizzare nell’area della ex “Galileo Ferraris”, dismessa e in fase di demolizione. Il progetto prevede una nuova unità a ciclo combinato alimentata a gas naturale. Nella prima fase sarebbe stata realizzata un’unità turbogas con funzionamento in ciclo aperto, mentre nella seconda fase il completamento in ciclo chiuso del ciclo aperto con l’aggiunta di un generatore a vapore a recupero e una turbina a vapore. La centrale sarebbe stata collegata alla stazione di Terna per connettersi alla rete elettrica ad alta tensione tramite un cavo interrato lungo circa 1,1 chilometri.

Gian Piero Godio per Legambiente e Pro Natura commenta così la notizia: "La nuova centrale Enel di Trino non supera la Via. Pro Natura e Legambiente del Vercellese a gennaio 2021 erano state le uniche associazioni a presentare osservazioni contrarie al progetto presentato da Enel per realizzare a Leri una nuova centrale elettrica da 870 MWe, alimentata ancora a gas fossile. Un impianto assurdo, inquinante e climalterante, collocato proprio in adiacenza a numerose aree protette e in mezzo alle risaie, dove non c’è nessun fabbisogno di energia elettrica e dove non si potrebbe mai utilizzare il calore cogenerato. Nonostante il parere favorevole della Regione Piemonte, il progetto è stato bocciato dalla Commissione Tecnica di Via ministeriale, che lo ha ritenuto inadeguato e impattante sulla qualità dell’aria, sulla salute, sulle falde acquifere, nonché con carenze di tipo geotecnico, come dettagliatamente riportato nel sito del Ministero della Transizione Ecologica".

Nel documento del Ministero, si legge che, in merito all’istanza presentata da Enel Produzione il 18 novembre 2020, Enel aveva trasmesso integrazioni volontarie, in merito alle richieste avanzate durante la conferenza di servizi istruttoria indetta dalla Regione Piemonte il 18 dicembre 2020, finalizzata all’espressione del parere regionale. Considerato che, a seguito della consultazione del pubblico, sono pervenute osservazioni che sono state considerate nel parere della Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas del 6 luglio 2021 unitamente alle controdeduzioni formulate da Enel Produzione, considerato il parere favorevole con prescrizioni della Regione Piemonte, è giunto il parere negativo della Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas del 6 luglio 2021. Il successivo 26 luglio Enel Produzione ha trasmesso la documentazione integrativa con gli approfondimenti richiesti dal Ministero della cultura che il 6 ottobre ha dato parere negativo. Il Ministero della transizione ecologica sulla base di tutta la documentazione e i pareri ha espresso un giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto. Il decreto ministeriale è stato comunicato ad Enel Produzione, Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Comune di Trino e Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari. Contro il provvedimento è ammesso il ricorso giurisdizionale al Tar entro 60 giorni, o, in alternativa, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni, dalla data di notifica dell’atto.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500