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Trino futura e Circolo XXV aprile

Trino: "Più attenzione da Asl Alessandria e Regione all'ex Ipab"

Richiesto un incontro con il Consiglio di amministrazione

Casa di riposo Trino

"Come consiglieri comunali abbiamo nuovamente chiesto un incontro ai componenti attualmente in carica del Consiglio d’amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Sant’Antonio Abate” per poter approfondire alcuni temi e per avere informazioni aggiornate sulla situazione dell'ente. Abbiamo ricevuto una risposta positiva, attendiamo quindi il momento del confronto". Il gruppo consiliare “Trino Futura” e il circolo "XXV Aprile" del Partito Democratico di Trino e Palazzolo Vercellese entrano nel merito della situazione dell’ex Ipab di Trino.

"La presa di posizione della Cgil, che condividiamo pienamente, in merito a un’ipotetica privatizzazione dell’ex Ipab “Sant’Antonio Abate” è un’ulteriore conferma circa la necessità di individuare fondi e strumenti che garantiscano il buon funzionamento dell’ente e il superamento della fase critica dettata dalla pandemia. Proprio per questo i consiglieri regionali del Partito Democratico Domenico Rossi e Domenico Ravetti hanno presentato un’interrogazione per chiedere agli assessori regionali competenti “quali misure sono state adottate per garantire sostenibilità economica dell’Apsp Sant’Antonio Abate” di Trino come recita l’oggetto dell’interrogazione. La convinzione dei firmatari è che “la Regione debba intervenire affinché sia riconosciuto in modo omogeneo il diritto all’assistenza per tutti i cittadini piemontesi aumentando i fondi a disposizione, anche attraverso un maggior finanziamento degli specifici capitoli del bilancio regionale del fondo sanitario per le non autosufficienze, ampliando il numero di convenzionamenti riconosciuti e utilizzando tutti i fondi e gli strumenti possibili per potenziare l’assistenza e la sanità territoriali”. Rossi, vice-presidente della Commissione Sanità, scrive ancora che “in questi anni le Rsa sono state di fatto abbandonate dalla Regione, nonostante le nostre continue denunce e proposte. I mancati ingressi e l’aumento delle spese legate alla pandemia ha di fatto messo in ginocchio il sistema delle Rsa a partire dalle realtà più piccole”".

Da “Trino Futura” e circolo del Pd aggiungo: "Sempre in queste ultime settimane abbiamo potuto leggere sui giornali che Trino ricade tra i Comuni dell’Asl di Alessandria che potranno ospitare le cosiddette “Case di Comunità”, finanziate nel quadro del Pnrr e che potrebbe nascere proprio presso i locali di proprietà dell’Apsp. Una buona notizia, perché ciò potrebbe portare a un rafforzamento di quella medicina di territorio che è stata progressivamente smantellata nei decenni scorsi e che tanto è mancata soprattutto nelle fasi iniziali della gestione pandemica. Allo stesso tempo però ci domandiamo in che modo verranno regolati i rapporti tra i diversi attori, se vi è già stato un approfondimento sull’uso degli spazi in modo da garantire sia la piena funzionalità della casa di riposo e della casa protetta, oltre che dei nuovi servizi sanitari da attivare, e su quale sarà l’impegno economico dell’Asl di Alessandria e della Regione Piemonte nei confronti dell’ex Ipab in cambio della disponibilità di parte dei locali. Speriamo non corrisponda al vero l’informazione che ci è giunta relativa a una richiesta di comodato di uso gratuito, perché andrebbe esattamente nella direzione contraria di quel che serve, ovvero il rafforzamento dei servizi accompagnati da una maggiore disponibilità economica per l’ex Ipab. Sarebbe peraltro un segno tangibile e concreto da parte di Asl e Regione di attenzione verso un ente come quello trinese. Sarebbe davvero un’amara beffa se un’opportunità strategica come quella delle Case di Comunità diventasse invece l’occasione per non riconoscere un giusto affitto all’ex Ipab e ridurne l’operatività con una suddivisione errata degli spazi".

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