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Crescentino: intervista a Daniela Tavano

"Green pass nei negozi: la nuova mazzata"

"Perderemo clienti che si rivolgeranno alla grande distribuzione"

Daniela Tavano

Daniel a Tavano, floral designer di Crescentino, presidente Ascom di zona, referente della Federazione nazionale Fioristi

Dal 1° febbraio scatta il controllo dei Green pass nei negozi. I commercianti sono sul piede di guerra. Il  Dpcm del 21 gennaio 2022 ha infatti stabilito che solo in una lista limitata di attività, quelle legate ai generi di prima necessità, sarà possibile accedere senza la certificazione verde. In tutti gli altri, invece, i negozianti saranno tenuti a controllare se i clienti ne sono in possesso. Una decisione che sembra comportare discriminazioni tra il piccolo commerciante e la grande distribuzione. Questo perché determinati articoli potranno essere acquistati liberamente all’interno dei magazzini ma richiederanno invece l’esibizione della carta verde nei negozi al dettaglio. E’ il caso, ad esempio, dei fioristi, come Daniela Tavano.

Signora Tavano lei di cosa si occupa?

Sono una floral designer e gestisco un negozio di fiori, Bouquet,  in via Mazzini  20 a Crescentino. Sono anche impegnata attivamente a rappresentare la mia categoria e non solo, ricoprendo la carica di presidente Ascom di zona; sono inoltre referente della Federazione nazionale Fioristi d’Italia, Confcommercio.

Il suo settore è stato penalizzato dalla pandemia che ormai si protrae da due anni?

Come tutti i settori, anche il mio è stato penalizzato. Ricordo bene che il primo lockdown ebbe inizio proprio in occasione dell’8 marzo (festa della Donna): primo danno subito in quanto l’approvvigionamento di fiori per tale festa fu quasi completamente destinato al macero, senza nessun risarcimento. Per tutto l’anno le varie festività subirono un calo di richiesta e di fatturato, per non parlare delle limitazioni sugli eventi, con il conseguente annullamento di matrimoni, cresime, comunioni… A livello nazionale il settore florovivaistico denunciò un crack da 1 miliardo e mezzo di euro e perdite di decine di migliaia di posti di lavoro. Durante il secondo lockdown la situazione non cambiò molto, in quanto, anche se ci fu data l’opportunità di aprire prima di altri settori, di clienti in giro se ne vedevano pochi e, tenendo sempre conto che il fiore è regalato in occasione di festa, con i locali ancora chiusi la richiesta del nostro prodotto è stato praticamente nullo. Cambiando continuamente la situazione pandemica e di conseguenza anche le disposizioni governative, le coppie che avevano già prenotato la data del loro matrimonio, in primavera, si sono viste costrette a spostarla più volte, se non addirittura ad annullarla a data da destinarsi. Così anche nel 2021 il mio settore è stato ulteriormente penalizzato; solo nei mesi estivi si è registrato qualche evento matrimoniale.

In qualche modo ha cercato di rilanciare la sua attività fornendo nuovi servizi, come la vendita online o le consegne a domicilio? E' riuscita ad arginare la perdita subita durante il lockdown?

Nel 2021, personalmente, ho attivato alcuni servizi per agevolare le consegne a domicilio - cosa che comunque già svolgo dall’apertura del negozio nel 2011 - con nuovi metodi di pagamento, gratuiti e veloci tramite applicazione telefonica, e ho sviluppato nuove pagine social per aumentare la visibilità, la comunicazione e l’affiliazione di nuovi clienti, rendendo più fruibile l’accesso ai miei servizi comodamente da casa, evitando assembramenti in negozio e perdita di tempo. Ma tengo a precisare che tali strategie sono finalizzate, per la maggior parte, a comunicare la mia presenza sul mercato, instaurare e mantenere un rapporto con il cliente, però non hanno portato un aumento della richiesta perché, collegandomi al discorso precedente, registrandosi perdite di posti di lavoro e chiusura dei locali a causa della pandemia, è chiaro che i fiori in questa situazione non rientrano nella priorità del cliente. Quindi auspico di raccogliere i frutti in un periodo migliore.

Molti settori lamentano che il cambio di colore delle Regioni e la richiesta del Green pass ai clienti agevoli i colossi online o comunque agevoli la clientela sempre più verso gli acquisti online o la grande distribuzione. Il suo settore risente di questo tipo di concorrenza oppure il rapporto umano, il consiglio sul fiore più adatto all’occasione... vincono sul click?

Penso che sia chiaro a tutti che gli unici che hanno triplicato il fatturato, in questi due anni di pandemia, siano stati i supermercati e la grande distribuzione (Gdo). Quando ci hanno fatto chiudere, nei supermercati si vendevano fiori e piante, e man mano gli spazi espositivi di questa merce aumentavano, mentre per altri beni, per decreto, la vendita era vietata. Questo ci ha penalizzato e va ad aggiungersi al fatto che da sempre non riusciamo ad essere competitivi con i loro prezzi.

Dal 1° febbraio per il suo negozio, come per molti altri, scatterà l'obbligo del controllo del Green pass alla clientela. Può essere una scelta penalizzante per il suo settore?

Per quanto riguarda l'accesso ai nostri negozi con il Green pass, ritengo sia per noi una forma di deterrente e che vada ad agevolare sempre di più l’acquisto nella grande distribuzione. Le fiorerie sono piccole aziende, per lo più formate da un solo addetto fisso che si occupa di tutte le fasi di gestione del negozio: sistemazione, pulizia fiori, manutenzione delle piante, realizzazione sul momento di bouquet e composizioni e vendita. Quindi doversi occupare anche della verifica dei Green pass dei clienti risulterà complicato e sarà di rallentamento delle attività. Questo porterà anche ad una perdita di tempo da parte del cliente, cosa che invece non si riscontrerà nei supermercati. Inoltre, chi non possiede il Green pass non potrà accedere nei nostri negozi e compiere l’acquisto, mentre nei supermercati è consentito l’accesso a chiunque senza controllo. Ora mi chiedo, ma questa manovra è stata davvero pensata per limitare la diffusione virale? Dove si registrerà maggiore affluenza di persone, nei supermercati o nei nostri negozi? Eppure noi già rispettiamo tutte le dovute misure sanitarie e limitiamo, secondo disposizioni, gli ingressi dei clienti, a seconda della tipologia e capienza del locale.  Inoltre, se una persona è positiva senza sintomi, quante persone rischierebbe di contagiare in un supermercato, rispetto a un negozio? In un negozio gli articoli vengono solo toccati dal gestore e non dal cliente e per alcuni settori merceologici, gli articoli vengono pure sanificati.

Avete fatto qualche azione per chiedere al Governo un ripensamento?

Nessuno della mia categoria è contro il Green pass, ma se lo scopo è quello di contenere la pandemia, visto che purtroppo questa variante colpisce tutti, ritengo sia logico e necessario che anche nei supermercati avvengano i dovuti controlli, assicurando maggior tranquillità per tutti durante gli acquisti. Poiché questo sembra impossibile, ritengo sia ingiusto che l’articolo floreale si possa acquistare senza problemi nei supermercati, su questo punto la Federfiori Confcommercio, si è fatta portavoce della nostra categoria, chiedendo almeno la chiusura dei reparti che propongono i fiori e le piante.

Come se non bastasse questo provvedimento entrerà in vigore a ridosso di una delle feste più propizie per il vostro settore, San Valentino... Se il Governo, come è presumibile, non dovesse fare dietro front come intendete comportarvi?

A San Valentino registreremo sicuramente delle difficoltà nelle vendite. Uno dei motivi naturali è che quest’anno si festeggerà di lunedì e questo sarà già un deterrente, in quanto si è soliti accompagnare i fiori con una cena a due; in più si dovrà limitare la vendita facendo attendere le persone per richiedere il Green pass e si dovrà cercare di servire fuori dai locali chi non lo possiede. Sempre che questi clienti facciano il tentativo di venire ad acquistare da noi e non vadano direttamente nei supermercati, dove ovviamente si dovranno accontentare di un operato e qualità completamente differenti dalla nostra. Personalmente mi sto dando da fare per proporre gli articoli di San Valentino già nel week end, prima della data prevista e nel disporre fuori dal locale commerciale, una vasta scelta di prodotti già confezionati, cosicché tutti i clienti possano acquistarli con maggior facilità, e sarà sempre attivo il servizio di consegna a domicilio. Spero di essere compresa nel mio lavoro che svolgo con amore, impegno e determinazione, e fare la differenza con prodotti di manifattura personalizzata, differenti dallo standard e di qualità, nonostante tutte le limitazioni che devo fronteggiare, senza dimenticare l’aumento dei prezzi che si sta registrando da quasi un anno, la difficoltà di reperire alcuni prodotti, i ritardi nella consegna di accessori legati ai fiori e alle piante, l’aumento delle bollette... Avere un negozio oggi sta diventando sempre più difficile, ma non bisogna dimenticare che noi siamo il cuore pulsante di un paese, se non si fa qualcosa seriamente per supportarci, le città ritorneranno agli scenari del primo lockdown. Lo ricordate quelle serrande abbassate o è già stato dimenticato quel nulla che per due mesi ha regnato nelle piazze e nelle vie?

 
 

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