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Il caso

Trino, ex Ipab: si è dimesso il presidente Maurizio Chiocchetti

Dissidi con il Cda per la destinazione dei locali ex farmacia

Casa di riposo Trino

Il presidente dell’ex Ipab Sant’Antonio Abate, Maurizio Chiocchetti, si è ufficialmente dimesso dalla carica. 

Il consiglio di amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona (ex Ipab) Sant’Antonio Abate di Trino ha emesso un comunicato in cui fornisce varie notizie: la presa d’atto delle dimissioni di Chiocchetti, il respingimento della richiesta di comodato d’uso per i locali dell’ex farmacia per realizzare la sede dell’Aoct, il prosieguo del progetto di allontanamento dei piccioni dai tetti della chiesa di San Lorenzo, e il dialogo con l’Asl Alessandria per realizzare la casa di comunità in buona parte dell’edificio dell’ente.

Il Cda, nelle persone dei consiglieri Maria Correzzola, Gianni Gennaro, Giovanni Casula e Paolo Guttardi, si è riunito il 4 novembre e ha preso atto delle dimissioni rassegnate da Maurizio Chiocchetti dalla carica di presidente, e comunica che in attesa di procedere alla nuova elezione, a guidare il Consiglio sarà la vicepresidente Maria Correzzola. Chiocchetti era presidente da settembre 2020 dopo essere stato nominato consigliere della struttura trinese a luglio dello stesso anno dopo apposito bando al quale aveva partecipato anche il trinese Marco Ardizzone. Il Consiglio ha poi deciso di far presente che con la deliberazione del 5 ottobre scorso si è stabilito di respingere la richiesta dell’Aoct per ottenere in comodato d’uso gratuito i locali dell’ex farmacia per adibirli a propria sede. 

Il problema dei piccioni: il Cda conferma che tra qualche giorno verrà inviato alla Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Biella Novara Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli il richiesto progetto per l’allontanamento dei piccioni dai tetti della chiesa di San Lorenzo e della struttura. Il Cda infine comunica che è in corso un’interlocuzione con l’Asl Alessandria, che ha già effettuato un sopralluogo, per ristrutturare e riconvertire una cospicua parte dell’edificio a Casa di Comunità: come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), si tratta di una struttura in grado di offrire una serie di servizi alla popolazione, con particolare riferimento ai malati cronici, e ha come punto di riferimento il cosiddetto “infermiere di famiglia”.

Per quanto riguarda le dimissioni di Chiocchetti, la data di rottura tra lo stesso e il Cda è il 5 ottobre quando all’ordine del giorno c’era la discussione sulla richiesta di comodato d’uso per i locali dell’ex farmacia, di proprietà della Sant’Antonio Abate, da parte dell’Associazione Operatori Commerciali Trinesi. Il 19 agosto il presidente dell’Aoct Mattia Tricerri aveva scritto una lettera all’ente in cui diceva che a seguito degli accordi verbalmente intercorsi richiedeva al Cda di poter usufruire a titolo di comodato d’uso gratuito dei locali dell’ex farmacia dell’ospedale in corso Italia 7 dalla prima data utile. Il consigliere Casula il 5 ottobre in riunione è intervenuto sull’opportunità di concedere spazi dell’ente ad un’associazione privata di commercianti locali e chiedendo se invece non fosse opportuno destinare ad un altro fine istituzionale gli spazi stessi. Casula aveva rimarcato di aver appreso dai giornali che quei locali sarebbero stati usufruiti da un gruppo di supporter di una squadra di calcio per farne la sede del proprio club (si tratta del Milan Club – ndr), affermando di non esserne mai stato personalmente messo al corrente, affermando inoltre che i tifosi riunendosi in occasione di eventi sportivi potrebbero creare disturbo agli ospiti della struttura. Casula in riunione del Cda si era lamentato anche del fatto che l’intero Cda non era stato coinvolto nella gestione della faccenda.

Il presidente Chiocchetti aveva sottolineato che quei locali sono chiusi da anni, da quando la farmacia si trasferì, e aveva posto la questione dello stato di abbandono degli ambienti a cui si poteva porre rimedio con i lavori di recupero eseguiti dall’Aoct. Il consigliere Guttardi era intervenuto concordando con Casula, non comprendendo a quale titolo quei locali potessero essere occupati anche da supporter sportivi e rimarcando la poca comunicazione tra il presidente e alcuni consiglieri. Il consigliere Gennaro aveva dichiarato di essere stato interpellato in estate dai rappresentanti dell’Aoct dicendo a loro di presentare una richiesta formale al Cda e di attendere prima di fare annunci o interventi nei locali per avere le indicazioni dal Cda della Sant’Antonio Abate. Gennaro si era comunque espresso in modo favorevole alla concessione in comodato d’uso gratuito all’Aoct ipotizzando una durata annuale rinnovabile così che l’ente potesse rientrare nella disponibilità dei locali nel caso in cui ci fosse la necessità o la possibilità di dare a quegli spazi una destinazione maggiormente conforme agli scopi e alle finalità istituzionali dell’ente. Il consigliere e vice presidente Correzzola aveva espresso la propria contrarietà alla concessione dei locali all’Aoct.

In chiusura Chiocchetti aveva ribadito quanto detto in precedenza visto il non utilizzo dei locali e l’inesistenza di alcun progetto di destinazione socio assistenziale degli stessi. Inoltre, avendo intrattenuto personalmente i rapporti con i rappresentanti dell’Aoct, a fronte delle rimostranze di alcuni consiglieri di non essere stati interpellati, si era dichiarato pronto a rassegnare le dimissioni dal giorno seguente. La richiesta dell’Aoct in quella riunione ottenne quindi i voti contrari di Casula, Correzzola e Guttardi, quelli di favorevoli di Chiocchetti e Gennaro, venendo così respinta. Il presidente si è infine in seguito dimesso e il Cda ne ha preso atto.

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