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Università dell'Insubria

Trino: indagine bioarcheologica sulla chiesa di San Michele

Verrà allestito un laboratorio di antropologia fisica

San Michele in Insula

La chiesa di San Michele in Insula

Il Comune di Trino ha finanziato con una sovvenzione di di 10.000 euro, all’Università degli Studi dell’Insubria – Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, l’indagine bioarcheologica dell’area esterna della chiesa di San Michele in Insula. Ieri, giovedì 4 novembre, è stata presentata sul posto l’iniziativa in corso.

Daniele Pane

Una prima fase di indagine archeologica, condotta a partire dagli anni ‘80 fino alla prima metà degli anni ‘90 dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Torino con la professoressa Maria Maddalena Negro Ponzi Mancini in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali del Piemonte (1980-1981) e la Soprintendenza Archeologica del Piemonte (1984-1994), ha portato a individuare resti di un villaggio di età romana con continuità di occupazione fino all’alto medioevo, e di un insediamento fortificato medievale con edificio di culto, la chiesa di San Michele ancora esistente in elevato, circondato da un cimitero che ha restituito circa 700 sepolture databili tra l’VIII e il XVII secolo. Il sito di San Michele in Insula riveste un ruolo centrale nelle ricerche di archeologia medievale in Italia. Espressione di forte continuità storica, dove le più antiche evidenze archeologiche risalgono all’epoca romana, l’area di San Michele offre ancora la possibilità di nuove indagini e approfondimenti, in particolare in campo bioarcheologico, tema che si intende approfondire con il progetto appena avviato.

"Recentemente con una delibera di giunta abbiamo finanziato un’indagine bioarcheologica sul sito di San Michele in previsione di un progetto di valorizzazione complessiva del luogo - spiega il sindaco Daniele Pane - Queste risorse ci permetteranno di procedere con l’indagine archeologica dell’intera area cimiteriale e di approfondire la nostra conoscenza degli antichi abitanti di Trino. L’iniziativa ha ricevuto la formale autorizzazione dalla competente Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, col funzionario archeologo dottoressa Francesca Garanzini che ha assunto la direzione scientifica dello scavo, dall’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto di Vercelli tramite l’architetto Daniele De Luca e l’ingegner Fabrizio Tabacchi, e dal parroco di Trino don Patrizio Maggioni. Il Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita dell’Università degli Studi dell’Insubria, diretto dal professor Luigi Valdatta, ha individuato nella dottoressa Marta Licata il responsabile scientifico del progetto di studio archeobiologico, e ha accolto con profondo entusiasmo l’iniziativa, pianificando un programma di intervento che coniugherà costantemente ricerca operativa sul campo, divulgazione dati e la fruizione del bene. Parteciperà anche l’antropologo dottor Omar Larentis dell’Università degli Studi dell’Insubria, e il sito di San Michele potrà accogliere gli studenti del corso di Archeobiologia la cui docente è Marta Licata".

Trino San Michele

Pane conclude: "San Michele vedrà la compresenza di archeologi e antropologi, con l’allestimento di un laboratorio di antropologia fisica all’interno della chiesa, attivando così tutte quelle componenti operative in grado di stimolare l’interesse intorno ad una nuova dimensione archeologica del bene, palcoscenico storico che beneficerà anche delle nuove tecnologie di digitalizzazione dei beni culturali". Alla presentazione del progetto con Pane c’era l’assessore alla cultura Silvia Cottali, il manager del Distretto del commercio “Terre d’acqua” Marta Moiso, Garanzini, De Luca, Tabacchi, Licata e l’archeologo Daniele Capuzzo.

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