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Trino: "Situazione indecorosa davanti alla chiesa di san Lorenzo"

La questione sollevata da Ferrarotti e le repliche di Gennaro e Mocca

Trino san Lorenzo

La situazione davanti all'ingresso di San Lorenzo

"Sabato mattina la situazione di fronte alla chiesa di San Lorenzo era ancora peggio del solito, alle deiezioni dei piccioni si erano aggiunte le loro piume, e, se si fosse voluto entrare in chiesa, o anche solo transitare sul marciapiede, era di fatto impossibile senza pestare questo strato di deiezioni e piume. Un pessimo biglietto da visita per la città".

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Così Bruno Ferrarotti ci ha raccontato della situazione della zona antistante la chiesa di San Lorenzo, questione sulla quale aveva già prodotto una lettera in cui tirava in ballo il consiglio d’amministrazione dell’Apsp “Sant’Antonio Abate”, il priore della Confraternita di San Lorenzo e l’assessore di competenza, Alberto Mocca. Proprio il priore, nonché consigliere della “Sant’Antonio Abate”, Gianni Gennaro, spiega che "nei prossimi giorni presenteremo il progetto alla Soprintendenza per avere il permesso di apporre gli spuntoni alla chiesa e porre rimedio a questo problema". Mentre Mocca aggiunge che "come Comune cerchiamo di fare pulizia il più possibile ma purtroppo il giorno dopo il marciapiedi di fronte alla chiesa è di nuovo tutto sporco perché i piccioni sono fissi sulla chiesa stessa. So che è in fase di presentazione il progetto d’intervento e speriamo che la Soprintendenza sia piuttosto rapida nella valutazione".

Il cittadino trinese Bruno Ferrarotti aveva inviato una lettera nella quale, oltre a toccare altri argomenti, scriveva: "Se il presidente ed il consiglio di amministrazione dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Sant’Antonio Abate” di Trino, l’"ospedale", amministrano l’ente assistenziale trinese con la stessa cura con cui gestiscono la pulizia del sagrato e del marciapiede della chiesa di San Lorenzo, di proprietà dell’"ospedale" e adiacente all’ingresso dello stesso, dagli escrementi dei piccioni, allora stiamo freschi. Tollerare quotidianamente gli ingressi dell’"ospedale" e dell’annessa chiesa insozzati dalle deiezioni dei volatili non induce alla fiducia verso chi amministra l’Apsp trinese. Poiché questa situazione indecorosa dura da mesi e si rivela un pessimo biglietto da visita della nostra città, oltre a costituire un irriverente accesso alla bella chiesa di San Lorenzo con tutto quello che rappresenta come testimonianza di fede, la Beata Arcangela Girlani, e arte, con Pietro Francesco Guala, Mattia Bortoloni, Giovanni Crosio, è troppo chiedere al presidente ed al consiglio di amministrazione dell’Apsp, tenendo conto che il priore della Confraternita di San Lorenzo siede nel Cda della stessa Apsp, di provvedere senza indugi, soprattutto in termini edilizio-strutturali, perché il saltuario intervento degli spazzini comunali non è più sufficiente, alla risoluzione del problema 'piccioni ed escrementi'? Si confrontino, i signori amministratori Apsp con l’assessore comunale 'alle piccole cose (ordine e decoro urbano)' cui, memore del suo vincente slogan elettorale del 2018 “Trin a l’è ‘n pursil” e alla sua battaglia, persa, contro i piccioni, non c’è poiana che tenga, non parrà vero ritrovarsi, almeno per un tratto significativo di corso Italia, nell’incubo igienico che credeva di aver risolto, ma che la dea Nemesi ha voluto prepotentemente riproporre per misurare le effettive competenze, capacità e dedizione degli amministratori ospedalieri e comunali".

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Tirato in ballo, Gianni Gennaro, priore della Confraternita e consigliere della “Sant’Antonio Abate”, risponde: "Abbiamo ben presente la situazione e ci sono infatti attività di dialogo con la Soprintendenza ai beni architettonici per le province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, per trovare la soluzione al problema. E’ da tempo che siamo in contatto con loro perché, ricordo, la chiesa è vincolata a livello architettonico e l’architetto che abbiamo incaricato ha ormai ultimato il progetto d’intervento che a giorni presenteremo alla Soprintendenza per la propria valutazione e capire se è congruo e corretto. In sostanza vorremmo porre degli spuntoni sulla facciata per impedire ai piccioni di posarsi. Siamo ben consci della situazione e la stiamo affrontando, ma con un bene vincolato ci vuole del tempo. Penso che Bruno Ferrarotti, dall’alto della sua grande esperienza, sappia bene queste cose e spero non abbia solo voluto fare della polemica. Sul marciapiedi e sul sagrato della chiesa ogni volta che è possibile facciamo intervenire le signore delle pulizie della nostra struttura per ripulire dalle deiezioni dei piccioni con acqua bollente. Ma si sa che la soluzione sono gli spuntoni così che i volatili non si appoggino più alla chiesa e in questo modo evitino di sporcare. Una volta presentato il progetto attenderemo il benestare della Soprintendenza, con la speranza che la risposta giunga in tempi piuttosto celeri".

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Coinvolto nella vicenda da Ferrarotti c’è anche l’assessore Alberto Mocca, che aggiunge: "Come Comune di Trino non possiamo far altro che fare pulizia. Con la spazzatrice partiamo sempre dal marciapiedi di fronte a San Lorenzo ma purtroppo, essendo i piccioni fissi sulla facciata della chiesa, il giorno dopo siamo di nuovo daccapo. Ho parlato del problema proprio con Gennaro che mi ha spiegato del progetto. Purtroppo ci sono tempi da rispettare e nel frattempo non possiamo far altro che pulire il più possibile. Sono certo che comunque la situazione si risolverà una volta che il consiglio d’amministrazione avrà il via libera dalla Soprintendenza".

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