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Motta de' Conti

I libri di Luca Inglese per un pomeriggio culturale

Incontro con l'autore, tecnico del Coser

Motta de' Conti

Il sindaco Emanuela Quirci, Luca Inglese, Marinella Volpi, Guido Gabotto e il vicesindaco Cristina Ferraris

Motta de' Conti: scoprire le storie che raccontano i libri scritti da Luca Inglese. Il pomeriggio culturale organizzato in paese ha visto l'autore, in veste inedita, dialogare con Guido Gabotto di VercelliOggi. Veste inedita perchè Luca Inglese è soprattutto conosciuto come tecnico dell'Unione Coser Bassa Vercellese. L'iniziativa si deve a un'idea della consigliera comunale Marinella Volpi, sostenuta dal sindaco Emanuela Quirci e dal vice Cristina Ferraris. 

Le opere

I sette partigiani uccisi alla frazione Cameriano di Casalino sono tornati: le loro anime ora sono dei corvi che insegnano agli uomini il male della guerra. Uno degli episodi più sanguinosi del secondo conflitto mondiale, ancora custodito nella memoria di questa comunità a pochi chilometri da Vercelli, indossa una veste 'dark' e dà vita al romanzo 'Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino'. Luca Inglese, ha voluto unire così i racconti ascoltati dai nonni alla sua passione per il genere letterario che unisce il fantasy all’horror. "Oggi abito in provincia di Vercelli, ma le mie origini rimangono a Cameriano, dove sono nato 41 anni fa" ha ricordato l’autore, che quindi sin da piccolo ha sentito parlare di quell’episodio successo nel marzo 1945. A solo un mese dalla fine della guerra, oltre 150 nazifascisti armati entrarono nel centro abitato e, nel corso delle perquisizioni, trovarono nelle tasche di un ragazzo, Severino Comelli, alcuni volantini che festeggiavano la vittoria degli Alleati. Dopo un pestaggio violento, i nazifascisti costrinsero il ragazzo a confessare di aver ricevuto i fogli dal fratello che si trovava in località Quarti, nei pressi di Cameriano. Comelli però non sapeva che proprio lì si erano rifugiati otto partigiani, che quindi furono presi alla sprovvista dai nemici. Solo due riuscirono a scappare: gli altri, compreso il giovane, vennero uccisi. "Le vittime di questa retata furono seppellite dai loro aguzzini senza rito religioso, perché le loro anime vagassero senza pace - ha spiegato Inglese - Per questo ho immaginato che potessero tornare nelle sembianze di corvi, uccelli che secondo diverse leggende rappresentano un ponte tra i vivi e i morti".

La storia successiva raccontata nel libro, del tutto inventata, vede protagonisti il parroco di Santo Stefano in Cameriano, don Natale Romildo, e il suo successore don Daniele, che arriva nel piccolo centro ai giorni nostri. 

Forse non è un caso se le prime parole de 'I canti della morte' siano state scritte a bordo di un traghetto. L'autore stava tornando da una vacanza in Sardegna con la sua famiglia e così ha voluto condensare le sue emozioni: con un romanzo che fosse un continuo viaggiare tra luoghi ed epoche storiche diverse. Tra questi la terra dei quattro mori ha sicuramente un ruolo da protagonista. In particolare l'Isola Rossa, località settentrionale della Sardegna dove è scattata la scintilla di ispirazione del romanzo. "Ricordo lo stupore quando ormai a casa e spulciando gli eventi di quel particolare scampolo di terra e mare, alla data del 9 settembre 1943, guarda caso la storia rammentava essere accaduto qualcosa di ben più che atroce. Agghiacciante, a dirla tutta" ha affermato Inglese. Si tratta dell'affondamento della corazzata Roma, 'fiore all'occhiello della regia marina' bombardata dai nazisti con l'intento di punire l'Italia, il giorno dopo l'armistizio siglato con gli Alleati. Proprio a questo fatto storico si ispira una delle tre vicende che rappresentano l'architrave del romanzo. Del resto lo studio del passato è una delle passioni di Inglese, tecnico comunale che nel precedente romanzo 'Sette corvi per sette fratelli' aveva rievocato l'eccidio di sette partigiani nel suo centro di origine, la frazione Cameriano di Casalino. E sempre negli anni della seconda guerra mondiale è ambientata un'altra storia del libro fresco di stampa: "i personaggi sono due geni, Erasmo Certi ed Ettore Magliana" ha aggiunto Inglese. Qui il riferimento è ai fisici Enrico Fermi ed Ettore Majorana, che con le loro ricerche contribuirono all'invenzione della bomba atomica. Ma le impronte della storia ne 'I canti della morte' non si esauriscono a quest'epoca. L'autore ha voluto rendere omaggio anche alla Sardegna mitica e ancestrale, ambientando nell'anno 1274 a.c. una vicenda che rimanda alla battaglia tra le streghe vampiro Sa Cogas e i Shardana 'soldati possenti come giganti'. Alla fine, in questa storia agitata da lotte e violenza, emerge un messaggio di speranza: "il canto di una donna sembra prender voce - ha concluso Inglese - E, così facendo, anestetizzando persino l’odio, mostra a chiunque ciò che è sepolto nell’anima: l’Amore".

 

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