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Deposito nazionale rifiuti radioattivi: proroga alle iscrizioni

I lavori termineranno il 24 novembre

Scorie radioattive

C’è tempo fino al 30 settembre per iscriversi al seminario nazionale per la localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Lo comunica Sogin.

Sogin ha preso la decisione di prorogare i termini di iscrizione viste le numerose richieste ricevute, pertanto entro quella data tutti i soggetti, invitati con lettera trasmessa il 10 agosto scorso, possono iscriversi a partecipare ai lavori del seminario nazionale, avviati il 7 settembre scorso. Possono beneficiare della proroga anche coloro che intendono trasmettere a Sogin memorie scritte e documenti, che saranno pubblicati sul sito www.seminariodepositonazionale.it e considerati nell’ambito dei lavori del seminario. Per le tre sessioni già fissate a settembre, quella nazionale del 14 settembre e quelle territoriali per la Sicilia e la Sardegna, del 15 e del 28 settembre, Sogin valuterà la programmazione di ulteriori sessioni di lavoro sulla base delle richieste di partecipazione e della documentazione eventualmente trasmessa dai soggetti interessati entro il 30 settembre. Resta confermata la conclusione del seminario nazionale il 15 dicembre 2021, con la pubblicazione del resoconto complessivo dei lavori che termineranno il 24 novembre.

L’avvio del seminario è avvenuto in diretta streaming con la sessione plenaria di apertura alla quale è intervenuta Vannia Gava, sottosegretario di Stato al Ministero della Transizione Ecologica. Nel corso del seminario saranno approfonditi gli aspetti tecnici della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), pubblicata il 5 gennaio scorso, e del progetto del deposito nazionale. Tutte le sessioni saranno trasmesse sul sito dedicato seminariodepositonazionale.it. Oltre al sottosegretario Gava alla sessione di apertura ha partecipato Emanuele Fontani, Amministratore Delegato di Sogin. Sono stati diversi i relatori intervenuti. La plenaria di apertura ha dato risposta in diretta a 14 domande raccolte sull’argomento nel corso dell’incontro. Interlocuzione che verrà replicata anche nelle prossime sessioni di lavoro. "Il processo di localizzazione del deposito nazionale deve svolgersi nella massima trasparenza e completezza informativa verso i cittadini, spiegando in modo chiaro i motivi per cui l’Italia, come altri Paesi interessati dalle medesime problematiche, debba farsi carico di una gestione in sicurezza dei propri rifiuti radioattivi ha affermato Gava - Pertanto la localizzazione scaturirà solo a valle di una procedura ampiamente partecipativa, che comprende la valutazione concertata di ogni elemento radiologico, territoriale e ambientale utile a selezionare il sito in modo ottimale". Fontani ha commentato: "Questo percorso si colloca all’interno della prima consultazione pubblica in Italia su un’infrastruttura di rilevanza nazionale, che consentirà al Paese di chiudere il ciclo del nucleare italiano e di ottimizzare in modo sostenibile e sicuro la gestione dei rifiuti radioattivi, fra i quali quelli prodotti ogni giorno nella medicina nucleare, nell’industria e nella ricerca scientifica”.

C’è stata la testimonianza francese di Philippe Dallemagne, vice presidente del Dipartimento de l’Aube e sindaco di Soulaines-Dhuys, comune dell’area che ospita il deposito francese: "All’inizio l’85 per cento della comunità era contraria al Deposito. Temevamo rischi per la salute e danni all’economia. Il confronto e l’esperienza hanno fugato tutte le nostre paure. Il deposito nazionale è accolto dalla popolazione come il modo più sicuro per gestire i rifiuti radioattivi di un Paese e un volano per lo sviluppo del territorio che lo accoglie". In occasione del seminario nazionale verranno approfonditi diversi temi legati al deposito, con particolare riferimento alla rispondenza delle aree individuate nella Cnapi, ai requisiti internazionali stabiliti dalla Iaea a quelli nazionali individuati da Isin. Saranno illustrati, inoltre, gli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, e i benefici economici e di sviluppo territoriale collegati alla realizzazione dell’opera e alle misure compensative previste. Saranno nove gli incontri del seminario nazionale, trasmessi in diretta streaming sul sito.  Oltre alle sedute plenarie di apertura e chiusura sono programmate sette sessioni di lavoro, una nazionale e sei territoriali, che interesseranno le aree potenzialmente idonee presenti nelle regioni coinvolte: Piemonte (sessione in programma il 15 novembre), Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna.

Dopo la pubblicazione degli atti, si aprirà la seconda fase della consultazione pubblica, della durata di trenta giorni, durante la quale potranno essere inviate eventuali ulteriori osservazioni e proposte tecniche finalizzate alla predisposizione e alla pubblicazione della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai), entro 120 giorni. Al termine di questa fase ci saranno 90 giorni entro cui le Regioni e gli enti locali potranno esprimere le proprie manifestazioni d’interesse, non vincolanti, ad approfondire ulteriormente l’argomento. Al termine ci sarà la localizzazione di deposito nazionale e parco tecnologico.

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