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Valle Dora

Parco fotovoltaico in Valle Dora a un passo dal via libera

Sfruttata la cava a Tronzano progetto per estrazione di ghiaia ad Alice

Alice Castello

La mappa del terreno interessato dal progetto per il fotovoltaico

Alice Castello: il progetto per l'installazione di un parco fotovoltaico in Valle Dora è ormai a un passo dal via libera. Ancora da approfondire è invece la proposta di Gold Cave per la coltivazione di nuova cava. La Provincia di Vercelli ha ritenuto che l'impianto da 13 megawatt, progettato dalla società milanese Open, “non genera impatti ambientali significativi”. E' per questo che i funzionari vercellesi lo hanno escluso dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale, risparmiandogli così ulteriori analisi. La valutazione finale sarà espressa prossimamente, ma a far propendere per un sì (che comunque sarà soggetto a determinate condizioni) è il fatto che nessuno degli enti coinvolti si è opposto: né l'Arpa, né i consorzi irrigui ne' tanto meno il Comune di Alice Castello, che aveva giudicato l'opera come il “male minore” per frenare eventuali appetiti dei cavatori.

Il terreno individuato per l'impianto si trova infatti nel cuore del giacimento di sabbia e ghiaia della Valle Dora, tra il canale del Navilotto e il confine con Cavaglià segnato dalla presenza di cave e discariche. La produzione di energia elettrica dovrebbe durare per circa 20 anni, tanto quanto la vita utile stimata dei pannelli. “A quel punto gli apparecchi verranno smantellati e rimossi, restituendo un suolo agrario analogo a quello preso in gestione” si legge nel progetto. Se dunque il futuro del parco fotovoltaico appare in discesa, meno sicura è invece la sorte del terreno confinante a sud. Su di esso, praticamente in contemporanea con l'iniziativa di Open, è spuntato un progetto a firma Gold Cave per l'estrazione di sabbia e ghiaia. La società sta terminando lo sfruttamento di una vicina cava a Tronzano e dunque vorrebbe proseguire qui la propria attività. Come prevedibile, però, la risposta della Provincia non sarà tanto rapida come per l'altro progetto: la pratica, questa sì, sarà assoggettata al giudizio di compatibilità ambientale. E nelle prossime conferenze dei servizi troverà almeno un parere contrario: quello del Comune, che reclama la necessità di regolamentare una volta per tutte lo sfruttamento di questa risorsa del territorio.

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