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Il riconoscimento

Trino: il grazie della città a tutti i volontari

Consegnato un assegno simbolico di 16 mila euro

Volontari Trino

La consegna dell'assegno

"La storia ci ha chiesto di affrontare una grande prova". Così il sindaco Daniele Pane domenica sera sul palco di piazza Comazzi ha iniziato il suo saluto ai volontari del centro vaccinale  che ha voluto ringraziare.

E sul palco è stato consegnato alle associazioni di volontariato della campagna vaccinale un assegno simbolico di 16.000 euro: "E’ il contributo che erogheremo alle varie associazioni che si sono impegnate in questi lunghi mesi – ha affermato il sindaco - Si tratta di Auser, Aoct, Pat, Pro Loco, Atrap, Carabinieri in congedo, Protezione civile, Gruppo Alpini, Fidas". "Potrei dire che è la vita, e in effetti forse è così, mi guardo indietro e penso che ci siano state situazioni nella storia molto drammatiche: le due grandi guerre, la crisi del 1929, gli anni di piombo, e nel nostro piccolo le tre alluvioni, ma mai mi sarei aspettato di dover affrontare un’emergenza sanitaria mondiale legata ad un rischio epidemico – ha detto Pane - All’inizio mi è sembrato di vivere in uno di quei film o serie tv americani e spesso mi sono chiesto cosa sarebbe potuto succedere e se quegli eventi cinematografici apocalittici fossero mai diventati realtà. Le strade deserte, le serrande dei negozi sempre abbassate, i volti delle poche persone che incontravi scavate dalla paura e dal terrore, le mille telefonate, e le persone che iniziavano ad ammalarsi e in alcuni casi anche a morire. Da oltre un anno e mezzo conviviamo con i rischi e le conseguenze legate alla pandemia, in un costante stato di emergenza economica, sanitaria e psicologica".

Pane ha aggiunto: "Questo nemico invisibile si è sviluppato in fretta ed altrettanto in fretta si è diffuso in tutto il mondo. I mezzi di informazione sono fenomenali adesso, e siamo stati aggiornati costantemente. Perciò sappiamo che la situazione è stata grave e difficile ovunque. So che nella storia del genere umano ce ne sono state tante, ma è un fatto che noi ne avessimo persa la memoria storica, abituati da decenni a standard di vita di un certo tipo. Opinabili, criticabili, difficili da mantenere per tutti, ma molto lontani dal concetto della malattia diffusa e pericolosa, che attacca indistintamente e dall’oggi al domani espone noi e i nostri cari al rischio della morte. Ad un certo punto mi sono anche chiesto cosa avrebbe dovuto fare in questi casi un sindaco, come avrei potuto continuare in quelli che erano i miei doveri quotidiani e quelli legati all’attuazione del nostro programma elettorale per una Trino e Robella Migliore e contestualmente affrontare l’emergenza sanitaria che ci stava travolgendo. Non so se sono stato all’altezza, questo lo valuterete voi, ma quello che certamente so è che la nostra comunità è stata molto fortunata, le donne e gli uomini che omaggiamo sono stati al mio e al vostro fianco ogni secondo ininterrottamente per un anno e mezzo, perciò sono sempre stato fiducioso. Abbiamo lottato, sin dall’inizio, con forza, con ribellione a questo destino che ci è toccato in sorte, unendoci al di là dei singoli interessi, sostenendoci a vicenda. Dapprima i mezzi che avevamo, per combattere il virus, sono stati pochi: abbiamo dovuto imparare a utilizzare le mascherine, difficili da trovare, e fare i test sierologici, sperando di non incappare nel contagio, chiusi in casa, in una dimensione del tutto anomala".

Ha proseguito il sindaco: "Senza scuola, senza servizi, lavorando da casa, non lavorando proprio, con i problemi economici che ne sono conseguiti. E’ stato il caos. Come comunità, però, siamo sempre stati uniti. Ci siamo aiutati, abbiamo cercato di non abbandonare nessuno, di non lasciare indietro nessuno. Io non ho dormito diverse notti per la preoccupazione e il peso di dover gestire una situazione così difficile, da tutti i punti di vista: materiale, morale e psicologico. Poi si è iniziato a parlare di vaccino. E’ rinata la speranza. In tempo record, i laboratori hanno prodotto qualcosa che ci dava un’arma concreta per arginare il contagio. Bisognava agire in fretta, così mi sono assunto la grande responsabilità di mettere in piedi il nostro centro vaccini. E siamo riusciti a raggiungere risultati eccezionali". Pane ha concluso: "Nulla sarebbe però stato possibile senza i volontari. Parlo naturalmente sia del personale sanitario, medico ed infermieristico, sia delle persone che hanno aiutato come personale amministrativo o anche solo a prendere la temperatura all’ingresso, a smistare le persone e dare loro informazioni. Tutte queste persone hanno dato, senza riserve. Hanno compreso la necessità di agire per la comunità e le loro azioni sono state per tutti, indistintamente. Per la salute pubblica. Per il ritorno alla normalità. Per i nostri bambini, per evitare altre chiusure delle scuole. Per i più fragili, che non possono a loro volta vaccinarsi. Per le attività produttive, perché non debbano più chiudere. Per non morire. Queste persone non hanno avuto nulla in cambio del loro operato, anche se per mesi ci hanno permesso di vaccinarci, aiutando a supportare la già enorme attività della sanità pubblica, che fagocitata con i medici, gli infermieri, le oss e gli assistenti sociali nella gestione dei malati e alle loro cure, non aveva le forze sufficienti per gestire anche questa campagna vaccinale. Queste persone non hanno avuto nulla in cambio eppure sono più ricche di tante altre. Hanno la loro anima. Quando si guardano allo specchio sicuramente sanno che il loro bilancio è in positivo. Sanno di aver fatto quanto era nelle loro forze per aiutare, con spirito di sacrificio, la comunità a superare questa odiosa malattia senza altre dolorose perdite. Lo hanno fatto perché era necessario. Senza indugi. Senza soppesare i costi personali e togliendo sicuramente tempo alle proprie famiglie o alle proprie attività, affinché tutti ne giovanissimo. Non sono rimasti intrappolati in sterili dogmi, non hanno lasciato che il rumore delle opinioni altrui zittisse la loro voce interiore. Hanno avuto il coraggio di seguire il loro cuore e la loro intuizione. Sono sicuro che saranno altrettanto pronti ad altri passi se saranno necessari, in questa battaglia del genere umano. Perciò forse un grazie è troppo riduttivo. Non saremmo qui oggi e non avremmo una prospettiva domani più serena, senza le cure e senza il vaccino, e tutto questo è possibile solo grazie a voi. Sono orgoglioso di aver lavorato giorno e notte, sabati e domeniche, indistintamente, assieme a voi, per questo motivo è un onore per me ringraziarvi uno ad uno a nome di tutta la nostra comunità. Infinitamente grazie".

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