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L'appello

"Anche Trino faccia la sua parte per i profughi afgani"

Le riflessioni del gruppo di minoranza

Bandiera Afghanistan

"Sono molte le città che stanno manifestando la loro disponibilità verso i profughi afgani, così come ha sottolineato la stessa Anci, e riteniamo che anche Trino possa e debba fare la sua parte, proponendosi di accogliere, ad esempio, alcune famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale e, in futuro, anche altri rifugiati, a partire dalle donne, dalle ragazze e dalle famiglie in fuga".

Il gruppo consigliare di "Trino Futura" e il Circolo "25 aprile" di Trino e Palazzolo del Partito Democratico intervengono sulla situazione afgana. "La tragedia che si sta consumando in queste ore in Afghanistan è la dimostrazione più plastica e concreta del fallimento del tentativo di "esportare la democrazia" con la forza e i bombardamenti - proseguono - In questi venti lunghi anni, non si sono verificate in Afghanistan né la creazione di un sistema istituzionale forte né di un esercito degno di tale nome, in grado di reggere all'urto dell'avanzata talebana. L'eredità della presenza internazionale si è purtroppo disciolta come neve al sole, permettendo agli stessi che furono cacciati dopo la guerra del 2001 di tornare a controllare quasi tutto il Paese, senza quasi dover combattere. L'abbandono da parte degli americani e degli alleati è avvenuto evidentemente in modo errato, lasciando spazio al caos. Ma l'analisi degli errori fatti e di cosa non abbia funzionato la lasciamo volentieri a chi conosce bene quella realtà e quella regione, di fatto in guerra da più di quarant'anni. Se molte cose sono facili da intuire, sappiamo di non disporre di tutte le informazioni necessarie per poter comprendere nel dettaglio la complessità di queste vicende".

Proseguono da Trino Futura e Circolo 25 aprile: "Sappiamo però che nel giro di poco tempo potrebbero essere cancellati i passi avanti compiuti in questi anni, in termini di diritti e opportunità soprattutto per le donne. Abbiamo letto, ascoltato e visto documenti drammatici in queste ore. Persone che danno l'assalto agli aerei che lasciano l'aeroporto di Kabul, ragazze che urlano mentre vengono portate via da miliziani, personale delle ong impegnate a distruggere i documenti relativi alle persone che hanno collaborato con loro, al fine di non metterle in pericolo. In queste ore si stanno moltiplicando gli appelli, a partire da quello degli eurodeputati socialisti e democratici, affinché si aprano corridoi umanitari e si permetta a chi vuole di abbandonare in sicurezza l'Afghanistan. Condividiamo in pieno questa richiesta e siamo anche convinti che serva una risposta e una disponibilità che arrivi "dal basso", riteniamo che le comunità locali debbano far sentire la propria voce e dimostrino in modo concreto la loro solidarietà".

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