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Livorno Ferraris

Federico Pizzamiglio abbandona la maggioranza

Il presidente della Consulta Giovani: "Non ho più fiducia in voi"

Federico Pizzamiglio

“Sono io a non avere più fiducia in voi”. E’ con queste parole risuonate nel corso del consiglio comunale di Livorno Ferraris di mercoledì 30 giugno che il consigliere di maggioranza Federico Pizzamiglio ha annunciato la propria indipendenza dal gruppo “unione per Livorno”, guidato dal sindaco Stefano Corgnati. Un addio che era nell’aria da mesi ma che, a detta di Pizzamiglio, la maggioranza non ha mai avuto il coraggio di comunicarglielo. “La mia posizione all’interno del gruppo è ingiustificatamente rimasta indefinita per più di otto mesi dal consiglio comunale del 20 ottobre 2020 – ha spiegato Pizzamiglio nel corso della seduta – il tutto solo per aver espresso riserve sull’opportunità di introdurre la figura del presidente del consiglio comunale”. Pizzamiglio infatti non ha mai nascosto di non ritenere utile la figura del presidente, fino a quel momento era ricoperta direttamente da Corgnati, e che la sua introduzione avrebbe comportato un aumento dei costi per il Comune, dovendo corrispondere alla nuova figura un’indennità di funzione pari al 10% del sindaco. Da quel 20 ottobre, quando la maggioranza rischiò proprio di andar sotto a causa della posizione di Pizzamiglio, il sindaco decise di escluderlo dagli incontri di maggioranza in attesa di un chiarimento, pur senza togliergli la presidenza della Consulta Giovani. “Questa situazione si è incresciosamente e deliberatamente protratta nel tempo – lamenta Pizzamiglio – in tutti questi mesi il sindaco, anteponendo l’interesse istituzionale, avrebbe dovuto promuovere la ricucitura tra le parti. Gli incontri che ci sono stati con i pochi esponenti della maggioranza si sono sempre conclusi con un nulla di fatto. Incontri svoltisi più per atto dovuto che mossi da vero spirito riconciliativo”. Per questo Pizzamiglio ha deciso di uscire dalla maggioranza, dichiarando la propria indipendenza. Un’uscita fatta togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. Nelle cinque pagine di dichiarazione lette in aula, Pizzamiglio non ha risparmiato dalle critiche nessuno dei suoi ex compagni di Unione per Livorno. “Il tentativo di modificare lo Statuto della Consulta è l’esempio del vostro accanimento personale nei miei confronti – prosegue nel suo affondo – una modifica di cui non s’è sentito il bisogno dal 2005 ad oggi. Modifica il cui unico scopo è togliermi dalla presidenza. Una riforma dovrebbe essere fatta per necessità e non per spirito di emulazione. L’unica cosa che mi spiace e che a pagarne le conseguenze sarà la Consulta stessa, a cui per altro non è stato chiesto alcun parere”. Poi l’affondo finale: “Queste azioni denotato solo la volontà di un boicottaggio nei miei confronti. Un accanimento mosso da logiche elettorali lasciate intendere da alcuni componenti della maggioranza e della Giunta che esprimono il maggior numero in termini di consenso popolare, noncuranti dell’ultimo anno e mezzo che ci separano dal voto. Logiche di consenso popolare che però non sono state prese in considerazione al momento della nomina del nuovo capogruppo”. Un attacco diretto rivolto, seppur velatamente, al vicesindaco Sandra, assenta in aula, e alla neocapogruppo Paola Maccione, ultima della lista e entrata in consiglio con appena 38 voti. “La mia dichiarazione di indipendenza è dettata più dal dispiacere e dalla necessità di definire il mio ruolo in consiglio – prosegue ancora Pizzamiglio – Purtroppo non posso aver fiducia in chi dice che della questione del presidente del consiglio si parlò in un preconsiglio quando non è vero. Non posso avere fiducia in chi mi rivolse commenti poco commendevoli sull’iniziativa TI Strappo un acquisto, che poi ha avuto successo. Come pure non posso aver fiducia in chi mi ha rivolto critiche personali dopo il Palio dei Rioni del 2019, senza oltretutto tener conto delle numerose attività che sono state portate avanti in questi anni. Da ultimo il tentativo di aver promosso un incontro per promuovere il recupero dell’ex cinema di piazza Galileo Ferraris”. Le critiche di Pizzamiglio non hanno risparmiato nemmeno il neo-assessore alla gentilezza Mosca: “L’assessorato alla gentilezza mira al rispetto per il prossimo. Prima di insegnarlo agli altri però bisognerebbe esserne autentici e convinti interpreti, perché nei miei confronti c’è stato tutto fuorché rispetto per il prossimo, a partire dalla continua omissione del mio nominativo nelle comunicazioni della maggioranza, di cui sino ad oggi ho fatto formalmente parte. Infine aggiungo che non intendo partecipare alla modifica dello statuto della Consulta per due motivi: il primo perché sarei in una posizione di conflitto di interesse, visto che, seppur per poco, ne sono ancora il presidente, e poi perché non voglio essere complice del mio suicidio istituzionale. Sono entrato nella maggioranza da pensatore libero e da pensatore libero ne esco – conclude Pizzamiglio – sono stato eletto dai livornesi ed è a loro che devo rendere conto. A voi lascio la convinzione della compattezza del gruppo di maggioranza, la quale, se soffoca il pensiero del singolo, meriterebbe un’altra definizione”. Un duro attacco a cui, al momento il sindaco Corgnati e la maggioranza non hanno inteso rispondere, riservandosi di farlo con più calma al prossimo consiglio comunale.

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