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Gattinara - Unicef

Il Comune “adotta” una Pigotta per ogni nuovo nato

Prima del Covid 19 le realizzavano gli alunni delle scuole

Pigotte Unicef

Pigotte Unicef

Gattinara: il Comune “adotta” una Pigotta per ogni nuovo nato. L’amministrazione ha aderito all’iniziativa dell’Unicef  “per ogni bambino nato un bambino salvato” regalando, ogni qualvolta un bambino viene registrato all’anagrafe, la bambola di pezza del Fondo Nazioni Unite per l’Infanzia.

"Un modo per dare il benvenuto a un nuovo cittadino e, nel contempo, un gesto di solidarietà" spiega il sindaco Daniele Baglione. Ma le Pigotte in città sono conosciute da anni. Fino a prima della pandemia da Covid 19 erano gli stessi bimbi dell’Istituto Comprensivo di Gattinara (scuole di Gattinara, Lozzolo e Roasio) a confezionarle con l’aiuto di genitori e nonni. "Un anno siamo arrivati a realizzarne 140. C’era un lavorone dietro perché, oltre a crearle, per ogni bambola bisognava stilare anche una sorta di carta d’identità. Solitamente le vendevamo poi al mercatino di Natale" racconta la maestra Laura Filiberti. La scuola, dopo aver ricevuto le adesioni degli alunni disposti a creare le Pigotte, si metteva in contatto con la sezione di Borgosesia per farsi portare il materiale: sagoma, imbottitura e carta d’identità delle bambole. Ai bimbi e alle loro famigli il compito di “dar vita” ai cuori di pezza. "Chi acquista una Pigotta poi deve mandare la cartolina che trova insieme alla bambola a chi l’ha creata, in modo da fargli sapere che è stata adottata. E’ anche questa una bella esperienza per i bambini e un modo per fare nuove amicizie" conclude Filiberti. Per il prossimo anno scolastico non è ancora dato sapersi se l’iniziativa di confezionamento riprenderà a scuola.

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