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Santhià - Salussola

Discarica amianto: atteso verdetto finale sul progetto

Lunedì 21 giugno Conferenza dei servizi

salussola protesta discarica

Salussola: la protesta davanti al municipio contro la discarica di amianto

SanthiàSalussola: oggi, lunedì 21 giugno, si conoscerà il verdetto finale sul progetto di discarica di cemento-amianto. Nella sede delle Provincia di Biella è fissata la conferenza dei servizi che dovrà approvare o respingere la proposta della ditta Acqua & Sole.

Ora basta soltanto un sì o un no. Alla riunione che deciderà il destino del Brianco, e dei territori vicini, potranno partecipare solo gli addetti ai lavori e gli amministratori dei Comuni di Dorzano e Salussola, gli unici ammessi ad esprimere un parere in merito. Ma l'attesa dell'esito sarà condivisa da ben più persone. Il Comitato Salussola ambiente è futuro sarà presente appena fuori dagli uffici della Provincia, nella piazza antistante. "Ci saranno le istituzioni, ci saranno le associazioni, ci sarà la gente stanca di doversi difendere da sola" sottolineano gli attivisti che seguono l'intricata storia del progetto dai suoi albori, circa quattro anni fa. La manifestazione si svolgerà a partire dalle 10 in forma statica (non ci sarà nessuna marcia come quella organizzata sempre in città a dicembre 2019) e ovviamente nel rispetto delle norme anti-Coronavirus. Durante il sit-in sono programmati diversi interventi "volti a far conoscere i molti risvolti di questo progetto sotto il profilo sanitario, economico, sociale" proseguono dal Comitato. Tra questi ci sarà il contributo dei rappresentanti dell'ordine dei medici di Biella, già schieratisi contro il progetto nel 2018.

Nonostante la sua importanza cruciale, tuttavia, il giudizio di oggi potrebbe non essere quello definitivo. Qualunque decisione prenda la Provincia, la parte che risulterà sconfitta potrebbe avanzare ricorso e riaprire la partita. Così era già successo nel 2018, quando Acqua & Sole aveva ottenuto l'annullamento del primo verdetto negativo emesso dalla Provincia. Allora i giudici avevano riscontrato alcuni errori di procedura, imponendo ai funzionari biellesi di ripartire da zero nella valutazione del progetto. Contro questa decisione nulla ha potuto il ricorso al Consiglio di Stato avanzato dai Comuni di Santhià, Cerrione e Verrone, né tantomeno le varie iniziative di protesta organizzate da cittadini e amministratori.

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