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L'Uni3 è pronta per ripartire dopo la sosta forzata

Dallo scorso anno accademico si era affiliata a quella di Chivasso

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L’Uni3 in attesa del semaforo verde per ripartire. "Crediamo fermamente a un’associazione come l’Uni3 presente sul nostro territorio, che ha dato negli anni ai vari iscritti enormi opportunità di conoscenza, di scoperte, di viaggi e siamo pronti a rimettere in moto la macchina dell'organizzazione che, in realtà, non si è mai fermata e che è sempre pronta a rimettersi in movimento non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno in sicurezza. Stessa sorte è toccata ai laboratori di inglese e di tecnologia informatica, già approvati e pronti a riprendere quanto prima – spiega l’assessore alla cultura Antonella Dassano - avevamo fissato l’apertura del nuovo anno accademico il 4 novembre 2020 ma, in base ai dati pandemici rilevati, si era deciso di sospendere l'avvio delle lezioni spostando l'inaugurazione più in là nel tempo. La decisione assunta era stata sicuramente sofferta, in quanto ci rendevamo perfettamente conto di quanto le persone avessero bisogno di uscire dall'isolamento e dalla solitudine, ma il rischio contagio era allora troppo elevato. La continua alternanza di aperture e chiusure, con il passaggio nelle varie fasce di colore, purtroppo non ci ha più permesso di avviare le lezioni in presenza e ancora oggi siamo fermi".

Dall’anno accademico 2020/2021 l'Università della terza età e del tempo libero si era  affiliata all’Uni3 di Chivasso, con l'inserimento in un circuito di attività varie e interessanti, pur nel mantenimento della propria autonomia, sia come docenti sia come lezioni. Mentre l’Uni3 di Chivasso, guidata da Giuseppe Busso, ha comunque attivato i vari corsi in una modalità di didattica a distanza, a Crescentino non si sono trovate soluzioni idonee che garantissero la sicurezza e la tutela della salute degli eventuali iscritti, appartenenti peraltro a una fascia fragile della popolazione. "Abbiamo fino ad ora rinunciato a momenti di cultura, di svago, di divertimento, di socializzazione in nome della salute, ma con molto rammarico e rimpianto per il passato – aggiunge Dassano - stiamo anche valutando con cautela e coscienza l'eventuale organizzazione del soggiorno marino riservato ai pensionati che l'anno scorso abbiamo dovuto annullare, auspicando che la vaccinazione prosegua velocemente interessando anche altre fasce di popolazione".

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