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Ispra

Provincia: sì al piano di contenimento di volpi e colombi

Previsti sia metodi incruenti sia abbattimenti selettivi

Piccioni

L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha espresso parere favorevole al piano di contenimento e gestione della volpe e del colombo presentato dalla Provincia di Vercelli. I due documenti, scaduti nel 2020, sono stati nuovamente predisposti e rinnovati con termine 2026. Il fine dei piani è di tutelare la biodiversità della fauna sul territorio, in particolare per quanto riguarda le prede preferite dalla volpe, e di garantire la sanità, l’igiene e il decoro urbano per quanto riguarda la presenza del piccione.

Sulla gestione del mammifero, la Provincia puntualizza che il "piano di controllo avrà come obiettivo quello di prevenire e limitare fenomeni di rilevante impatto della volpe abbandonando quindi totalmente qualsiasi pratica volta allo 'sterminio'". Le azioni sul predatore saranno quindi di carattere conservativo, per la tutela delle specie bersaglio come lepri e fagiani o animali di bassa corte. I metodi di controllo della volpe nel prossimo quinquennio potranno essere indiretti o diretti. Con il primo tipo si intendono metodologie ecologiche e incruente, per prevenire gli impatti o ridurre numericamente gli esemplari, per esempio diminuendo le risorse alimentari a disposizione. Le attività in questo senso sono l’eliminazione di discariche abusive, la protezione di quelle autorizzate con una recinzione di rete metallica alta almeno 1,8 metri, ripiegata all’esterno e interrata per una profondità di almeno 50 centimetri e la sospensione di qualsiasi ripopolamento di selvaggina predata della volpe. I metodi diretti prevedono invece possibili piani di abbattimento da condurre in contesti geografici localizzati e precise secondo disposizioni su periodi e aree d’intervento. Il controllo sulle tane dovrà essere effettuato con l’ausilio di cani addestrati allo scovo (come i jagdterrier), mentre per l’abbattimento individuale sarà impiegata una carabina di piccolo calibro dotata di ottica di mira ed eventuale faro per uso notturno (durante tutto l’anno solare tranne il periodo aprile-agosto). Il numero degli esemplari cacciabili non dovrà superare il 20% di quelli conteggiati. Il piano prevede anche un censimento della volpe e delle prede, un monitoraggio annuale delle popolazioni attraverso diverse azioni: il conteggio notturno della volpe e della lepre con faro su percorsi campione, il rilevamento delle tane del carnivoro attive tra marzo e luglio, il conteggio delle “fatte” (deiezioni) su percorsi campione e l’eventuale monitoraggio a cadenza annuale dei nuclei naturali di fasianidi. 

Per quanto riguarda il colombo inselvatichito, i provvedimenti serviranno da un punto di vista ambientale (la presenza di guano e il danneggiamento del patrimonio storico-artistico), sanitario (il trasporto di patogeni rischiosi soprattutto per persone immunodepresse), ecologico (la competizione con altre specie selvatiche) e agricolo (danni alle coltivazioni agrarie in semina e maturazione). Sul colombo, le operazioni saranno suddivise tra ambito rurale e industriale e quello urbano. Per i metodi ecologici in ambito rurale, nel piano è consigliato l’impiego di cannoncini a gas con detonazioni temporizzate durante i periodi più sensibili sulle coltivazioni agrarie, oppure quello di sagome dissuasive (come palloni Predator) o sementi di mais e barbabietole pre conciate con Mesorul per un effetto repulsivo. Nei siti industriali, nei magazzini di stoccaggio granaglie e negli allevamenti di bestiame occorre invece applicare sistemi di dissuasione all’accesso dei volatili. Non è poi escluso un piano di abbattimento, da effettuare in prossimità di colture, allevamenti, magazzini o siti industriali, con fucili di calibro non superiore a 12 o carabine ad aria compressa, anche utilizzando stampi o sagome da richiamo. In ambito urbano i metodi ecologici dovranno essere utilizzati soprattutto nelle vicinanze di luoghi di cura o di aree frequentate da bambini, mentre per gli abbattimenti è previsto l’uso di gabbie-trappola selettive di cattura con esca alimentare, nel periodo tra novembre e marzo, in collaborazione con le amministrazioni comunali. A operare saranno gli agenti di polizia provinciale, che potranno essere affiancati da proprietari o conduttori di fondi muniti di licenza e dagli appartenenti del Corpo forestale dello Stato.

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