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Roasio e Scopello

Due maestre in piazza contro la Dad: un'ora al giorno di protesta

"Facciamo didattica davanti a un pc, ma la scuola è in presenza"

Roasio protesta contro Dad

La protesta delle maestre contro la didattica a distanza

Roasio: due maestre in piazza per protestare contro la didattica a distanza. Sono Marta Sasso, insegnante alla scuola primaria di Scopello e Cristina Sasso alla scuola dell’infanzia dello stesso paese. Un’ora al giorno di protesta fino alla riapertura di tutte le scuole. "I nostri plessi non possono essere paragonati a quelli delle grandi città, in alta valle i contagi sono davvero irrisori, senza contare il numero più limitato di bambini nelle classi rispetto alle grandi sedi" spiegano.

Inizialmente le scuole della Valsesia, in virtù degli scarsi contagi, erano state risparmiate dai provvedimenti di chiusura, poi con l’ingresso del Piemonte in 'zona rossa' anche lì sono state chiuse le sedi ogni ordine e grado. Così Marta Sasso ha deciso di scendere per strada a Scopello e manifestare con cartelloni il proprio dissenso alla Dad. Di lì a poco anche Cristina Sasso, sua collega, ha deciso di scendere per strada a Roasio per manifestare contro una scuola che non è scuola. "Finchè tutti non saranno tornati in aula non fermerò la mia protesta. Gli alunni hanno bisogno di una classe, non di uno schermo. Ora è tutto un accendi telecamere e microfoni. Bambini mi sentite? No maestra, non ho capito. Questa non è scuola" sbotta la promotrice dell'iniziativa di dissenso.

Soprattutto per i bambini della scuola dell’infanzia, a cui insegna Cristina Sasso, è complicato insegnare in Dad. "Sono piccoli ed è difficile farli stare attenti davanti ad un computer. Attraverso uno schermo forse puoi far passare la didattica ma non l’insegnamento. Un bambino lo devi guardare negli occhi per trasmettergli qualcosa" prosegue la maestra.

La protesta ha raccolto il benestare di diverse mamme che sono scese a protestare accanto a lei per strade di Roasio. "Sara, Arianna, Monja sono alcune delle mamme che hanno preso a cuore la protesta, in tanti poi mi hanno detto che faccio bene e hanno dimostrato la loro solidarietà con cartelli contro la Dad. Però su oltre 200 messaggi  di incoraggiamento alla fine in piazza eravamo in sette. Mi piacerebbe che queste persone si unissero a noi a protestare" conclude Cristina Sasso. Chi ha deciso di accompagnarla nell'iniziativa di dissenso è Monja, mamma di tre bambini: "Ho tre figlie in Dad con connessione in wifi e almeno una figlia ogni giorno non riesce a seguire le lezioni. E non ci riesce non solo per la connessione che salta ma perché quella non è scuola" ammette Monja.

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