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Percorsi di crescita

Bambini distratti

Come la difficoltà di concentrazione può diventare una risorsa

Bambino distratto

Quante volte riferendoci ai nostri figli abbiamo loro detto che hanno la testa tra le nuvole.

Questo accade perché ci appaiono distratti, distanti, talvolta inconcludenti. In questa società, in cui molto spesso prevale l’ aspetto patologico, pensiamo subito a comportamenti dettati da chissà quale disturbo. Lungi dal voler ridimensionare le difficoltà oggettive e riconosciute, dovremmo in primo luogo chiederci se la distrazione non è un difetto ma può invece costituire una risorsa. Fatto salvo l’aspetto sanitario, sono tanti gli studi in quest’ambito che ci spiegano in maniera dettagliata che questi ragazzi, che sembrano distratti, sono in realtà dotati di una profonda immaginazione. A un primo impatto un bambino/ ragazzino così può spazientire ma in realtà la sua immaginazione costituisce una risorsa. Questi bambini possiedono infatti una vita interiore molto ricca, possono giocare da soli inventando storie fantastiche. Sono inoltre molto creativi, smontano e ricostruiscono giocattoli, non si fanno condizionare dalla realtà per cui può capitare che un prato sia giallo e che in cielo possano convivere sole e luna contemporaneamente.

Hanno una visione più ampia della realtà, e la difficoltà di concentrazione dipende anche dal grande numero di connessioni neuronali. La loro mente è in grado di vedere sia il particolare sia l’ insieme per cui è consigliabile lasciare che essi esplorino il mondo a modo loro. La capacità di concentrazione arriverà, in genere capita dopo gli otto anni, se persistono le difficoltà allora si potrà valutare. Intanto per prevenire valgono sempre le regole che ormai conosciamo bene: rendere i figli autonomi ma al tempo stesso essere pronti ad aiutare, creare insieme una routine giornaliera, stabilire delle pause, parlare con loro e ascoltare i loro problemi. In buona parte dei casi si tratta di una situazione contingente che può essere risolta con piccoli accorgimenti e non necessariamente di problematiche serie per cui non sovrastimiamo il problema, ma cerchiamo di essere osservatori attenti.

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