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Percorsi di crescita

Bambini distratti

Quali accorgimenti adottare per catturare l'attenzione degli alunni

Bambino distratto

C' è una tendenza molto diffusa nei bambini e nei ragazzini: essi si distraggono, sia a casa sia a scuola, e hanno difficoltà a mantenere l'attenzione per un periodo prolungato.

I motivi che portano alla distrazione possono essere svariati: istruzioni e regole poco chiare, richieste troppo elevate, lezioni poco stimolanti, fonti di distrazione in classe. Sta di fatto che la distrazione non può non avere ripercussioni, soprattutto a livello didattico.I bambini un po' distratti, quelli che sembrano inconcludenti, spesso hanno delle risorse di cui non siamo a conoscenza, hanno una vita interiore molto ricca, possiedono tanta immaginazione, sono creativi e hanno una visione più ampia della realtà. Non giudichiamoli! Oggi, tuttavia, ci occuperemo di ciò che è opportuno fare a scuola per aiutare questi bambini, di quali accorgimenti adottare prima ancora di ricorrere a vere e proprie strategie. Il lavoro dell'insegnante è decisivo in questo senso e dev'essere organizzato per facilitare l'attenzione del bambino. In primo luogo vanno stabilite poche e chiare regole che tutti devono rispettare in classe, utilizzando magari punti definiti e ben visibili, per esempio usando simboli pittorici colorati. Devono essere proposizioni positive e non divieti assoluti, mai iniziare una frase regolativa col “non”. Successivamente è importate creare una routine quotidiana su orari, materie, pause, dettatura dei compiti e avvertire se ci saranno dei cambiamenti all'interno di quella che si è configurata come prassi ormai consolidata.

Per quanto riguarda la lezione è buona cosa fare una scaletta degli argomenti che verranno trattati e dare istruzioni semplici, brevi e chiare. Variare spesso il tono della voce, muoversi tra i banchi, coinvolgere in dibattiti gli alunni renderà il clima sicuramente più stimolante e non piatto. Un ulteriore valido contributo ci viene anche dalla sistemazione della classe secondo una certa disposizione. La posizione dei banchi è fondamentale: rigorosamente vicino alla cattedra quello dei bambini distratti, lontano da finestre e da compagni rumorosi. Inoltre è opportuno liberare il banco da tutto il materiale inutile, è consentito solo il necessario e non lasciar giocare con colori, colle, biro, forbici. Compito dell'insegnante è quello di assumere sempre un atteggiamento positivo e propositivo, premiando i piccoli successi e soprattutto l'impegno profuso dagli alunni e questo perlopiù nelle giornate negative per fare in modo che il bambino non si scoraggi dinanzi alle difficoltà che immancabilmente arrivano e non perda quindi in termini di autostima. Dobbiamo solo trovare la chiave di lettura e il gioco è fatto. E' un lavoro che va svolto a casa fin da piccoli e successivamente è auspicabile che ci sia una sinergia col mondo scolastico.

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