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Percorsi di crescita

Maternage

Le cure che una madre attenta deve rivolgere al proprio bambino

Maternage

Tutte le donne future mamme si pongono domande circa la loro adeguatezza a diventare genitore. Il tanto citato quanto vago “istinto materno" esiste davvero? E' misurabile? Si può allenare? Si può anche non avere?

Sono questi i dubbi che più o meno esplicitamente un po' tutte noi mamme ci siamo posti man mano che la gravidanza procedeva e si avvicinava il momento della nascita. Il neonato appare come un essere indifeso che è totalmente dipendente dalla madre e ha un continuo bisogno di cure corporee ma anche psicologiche, al punto che ad esempio è molto importante tenerlo in braccio facendolo sentire sicuro tenendolo raccolto a sé in modo che possa sperimentare un senso di continuità. Si crea in questo modo un rapporto simbiotico e di scambio con la madre: il bambino è per la madre un oggetto di gratificazione così come la mamma lo è per il bambino. “Maternage” è un termine tecnico che indica l'insieme delle cure che una madre attenta e affettuosa rivolge al proprio bambino sin dalla gravidanza. Le buone cure, cioè un maternage adeguato nella prima infanzia sono fondamentali per una crescita sana.

Secondo Winnicott, pediatra e psicanalista, nonché voce autorevole in questo campo una “madre è normalmente devota”, espressione molto illuminante ed efficace perché recupera la dimensione spontanea della relazione con il neonato e ci ricorda che dobbiamo essere devote ma, nel contempo, non troppo per non soffocare la crescita verso l'autonomia del proprio bimbo.  Una “madre sufficientemente buona” e di conseguenza un maternage adeguato prevengono persino problemi psichiatrici da adulti. La madre deve essere di contegno e sostegno, non deve limitarsi ad accudire il bambino nei suoi bisogni fisiologici vitali ma anche offrire un contenitore capace di  accogliere  le sensazioni negative che il bambino vive per le frustrazioni che inevitabilmente riceve. E la frustrazione non è sempre e solo negativa, anzi! La frustrazione  è fondamentale e necessaria per abbandonare l'onnipotenza infantile. Si evince chiaramente quindi che un buon maternage è fondamentale perché condizionerà la vita dell'individuo e la formazione della sua personalità. Un maternage di tipo incongruo è rivelatore di una struttura abnorme della personalità o di conflittualità nevrotiche e, secondo Winnicott, problemi psicotici affondano le proprie origini nelle prime fasi dello sviluppo infantile quando il bambino non può contare sulle cure di una madre  sufficientemente buona che si adatti alle sue necessità. Un maternage sufficientemente buono consente al bambino di costruirsi un Io e una personalità unitarie mentre in mancanza di esso il bambino non può progredire oltre lo stadio originario di non integrazione.

Tutti abbiamo un umano bisogno di essere accolti, compresi e sostenuti e proviamo una gioia profonda e un senso di benessere quando sperimentiamo il dono dell'accoglienza. Il sostegno (holding) è una funzione di primaria importanza nello sviluppo psichico, questo termine fu introdotto da Winnicott per definire la capacità della madre o in genere della figura che si prende cura (caregiver) di fungere da contenitore delle angosce del bambino, di costituire una sorta di spazio  fisico ma soprattutto psichico in cui il bambino si sente accolto, sostenuto, rassicurato, incoraggiato nelle prime espressioni di sé. L'holding è rappresentato concretamente da come la madre tiene in braccio il lattante, dal modo in cui gli sostiene il capo, orienta il volto verso il proprio, gli sostiene il corpo regolando la pressione del suo verso quella del bambino a seconda degli stati che egli presenta. Tale funzione caratterizza la madre sufficientemente buona, ovvero adeguatamente empatica, in grado di identificarsi coi bisogni del figlio, di comprenderne gli  stati di malessere o benessere, di dare a essi un significato e di agire o non agire a seconda delle circostanze.

Se tale funzione è carente la madre sarà incapace di rispondere in modo adeguato alle emozioni negative del bambino o ignorandole (fenomeno dell'evitamento) o lasciandosene coinvolgere a tal punto da rimanere a sua volta invischiata come in una sorta di corto circuito emotivo. Un'altra figura autorevole nel settore, cioè John Bowlby (ideatore della teoria dell'attaccamento) sosteneva che dalla costanza materna deriva il senso della storia. Quando la funzione di holding da parte dei caregiver o di altre figure significative è stata deficitaria o assente è possibile rinvenire ancora nell'adulto alcune manifestazioni delle angosce infantili come quella di disintegrazione, il sentirsi immersi in un nulla liquido e informe che non sostiene oppure provare  un'improvvisa e ricorrente esperienza di perdita di senso e di continuità della propria esistenza.

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