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Percorsi di crescita

Un genitore non è un amico

Non bisogna confondere i ruoli per non perdere autorevolezza

Genitori figli dialogo

Di frequente  torna alla ribalta il dibattito: “Meglio essere genitori austeri e autoritari oppure amici fidati dei propri figli?”.

La risposta è la stessa in entrambi i casi: nessuna delle due cose! Come più volte ripetuto, il lavoro di genitore è molto complesso e delicato e si cerca sempre di trovare strategie che possano portare a un rapporto sereno ed equilibrato con i propri figli. La ricerca di dialogo e di condivisione è incessante e importante ma il genitore non è e non deve diventare un amico fidato né un compagno di giochi. E invece capita che, volendo diventare un punto di riferimento per i figli, molti genitori si pongono sul loro stesso livello. Ma la relazione genitore – figlio si basa sin dall'inizio su una differenza sostanziale: ci sono un grande e un piccolo, uno che si assume (lo si spera) delle responsabilità e uno che non ne ha, un'opposizione tra chi ha (o dovrebbe avere) delle competenze e chi invece ha bisogno di essere aiutato a orientarsi, ad apprendere, ad acquisire gli strumenti e a essere contenuto e accompagnato.

Pertanto è bene non confondere i piani perché si corre il rischio elevato di perdere il proprio ruolo genitoriale smettendo di essere un punto di riferimento. Un bravo genitore sa di non essere infallibile, sa bene di non essere perfetto e sa che il suo è un “mestiere” difficile, quasi impossibile. Suo compito precipuo è dire dei no quando è necessario ed è  la coerenza tra le parole e le azioni che aiuta i figli a crescere con idee chiare, coerenti, comprensibili e aiuta a tollerare le frustrazioni che inevitabilmente arriveranno nella vita da bambini ma anche in quella da adulti. Ai bambini e ai ragazzi sono necessarie regole e ruoli chiari e precisi ma sempre più spesso capita che molti genitori sentano così liquido il loro ruolo al punto da cercare conforto e conferma anche dai figli, a volte persino una legittimazione. Occorre mettere confini e punti fermi al figlio adolescente che vive momenti di confusione, i genitori devono essere presenti e attendibili e costituire un riferimento. La diffusa tendenza  di essere genitore di figli rischia di produrre dei veri e propri disastri nella loro crescita. La confusione dei ruoli non va mai bene e all'interno del nucleo familiare può far scaturire una serie di problematiche difficili da risolvere. L' immagine che una ragazzina o un ragazzino preadolescente ha dei propri genitori è molto importante e se un genitore racconta tutto o quasi tutto o si espone in modo trasparente su alcune questioni l' immagine cambia e condividere con i figli le proprie debolezze o gli errori che possiamo commettere rischia di caricarli di responsabilità troppo elevate per la loro età e al tempo stesso di generare un senso di frustrazione o di colpa per non essere in grado di aiutarci sebbene ciò sia obiettivamente normale. E' opportuno ricordare che il ruolo di amico dei figli comporta perdita di autorevolezza mentre quello genitoriale è un tipo di relazione molto diversa dall'amicizia, ha finalità più ampie e comporta responsabilità più grandi.

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