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Percorsi di crescita

Le punizioni non servono

L'effetto è in genere l'opposto di quanto si vorrebbe ottenere

Castigo punizione

Quante volte i nostri genitori ci hanno detto, riguardo l'educazione dei nostri figli, che un paio di ceffoni non hanno mai fatto male a nessuno, retaggio questo di un'educazione rigida e severa tipica quantomeno della generazione dei nostri nonni.

E invece non è così, e oggi cercheremo di approfondire meglio questo argomento che molto spesso torna alla ribalta nell'educazione dei nostri figli. Il titolo di quest'articolo sostiene che le punizioni non servono e, di fatto, chi scrive la pensa esattamente in questo modo. L' effetto delle punizioni è in genere opposto a ciò che si vorrebbe ottenere in quanto, se puniti, i bambini si comportano esclusivamente in base alla possibile reazione che l'adulto potrebbe avere premiandoli o castigandoli e appare subito evidente che questa modalità non è adeguata per una crescita sana. Un esempio ci aiuterà a meglio comprendere l'affermazione precedente: poniamo che il tal bambino Leonardo sia stato punito dai genitori perché  ha preso un brutto voto di matematica, per cui è stato castigato col rimanere a casa facendogli saltare il suo solito allenamento di basket settimanale: questa punizione non farà sì che Leonardo studi, lui non ama la matematica e, inoltre, sa che i suoi genitori non saranno soddisfatti anche se riuscirà a prendere la sufficienza impegnandosi al massimo.

Dobbiamo essere consapevoli che castighi e punizioni si ripercuotono inevitabilmente sul pensiero del bambino, sul suo comportamento, sul suo atteggiamento  e sul modo di affrontare gli altri e le cose che accadono. Vero è che nella maggior parte dei casi, i genitori ripetono il modello educativo che hanno ricevuto, non a caso la frase che spesso si sente dire al riguardo è: “siamo cresciuti benissimo con qualche ceffone e qualche punizione”. Tuttavia dobbiamo dire che anche se abbiamo ricevuto castighi e punizioni da piccoli non è necessario ripetere gli stessi schemi, ci sono altre strade che possiamo percorrere per educare i nostri figli, basta informarsi e documentarsi. Le urla e i castighi generano spesso un senso di colpa nei bambini che li ricevono, li rendono agitati, aggressivi e lasciano anche un vago senso di rivalsa verso il genitore. La punizione produce un forte senso di frustrazione e alza il livello di aggressività nei bambini, in quanto produce una sorta di assuefazione. Maggiore è il ricorso al castigo e minore è il suo effetto, la punizione infatti ha una logica distorta e ambigua perché dice cosa non si deve fare e non cosa va fatto, tende a essere riprodotta dal bambino, soprattutto quello piccolo che, magari alla scuola dell'infanzia, tenderà a sequestrare i giocattoli ai compagni così come i suoi genitori fanno con lui, e in ultima istanza (sebbene non per ordine di importanza) non favorisce l'apprendimento delle regole.

Non è semplice fornire alternative alle punizioni, non esistono consigli o suggerimenti validi per tutti. Un suggerimento che potrebbe tornare utile è quello di parlare, di parlare tanto con i nostri figli verbalizzando anche le nostre frustrazioni, le nostre aspettative, proporre alternative a ciò che vorremmo che loro facessero. E, soprattutto, bisogna essere sempre coerenti. Questa è una regola aurea! Infatti i figli più disobbedienti, più portati a ricevere punizioni in seguito a capricci o a comportamenti non adeguati, sono il frutto dell'incoerenza dei genitori, di quelli che fanno retromarcia sulle decisioni già prese. Prima di parlare bisogna essere sicuri e una volta detta una cosa bisogna comportarsi di conseguenza. E' una fatica enorme e non sappiamo mai come comportarci ma, partendo dal presupposto che ci sono alternative alle punizioni, possiamo scegliere e questo è esclusivamente a vantaggio della crescita serena dei nostri figli.

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