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Pagliacci nel cuore

L'entusiasmo della dottoressa Gioia

Alessia ha 30 anni: "Mi sono buttata in un'avventura bellisssima"

Dottoressa Gioia

La dottoressa Gioia

Per noi è un piacere poterci far conoscere, ancor di più, dalla nostra amata città di Vercelli, quindi ringraziamo il giornale La Sesia per averci dato questa possibilità.
La nostra associazione di volontariato vercellese è “Pagliacci nel cuore” e si occupa di clownterapia. E’ nata il 7 gennaio 2014 per la volontà di sette fondatori, ad oggi di questi ne è rimasto attivo solo uno. Oggi fanno parte dell’associazione 25 clown, e periodicamente vengono fatti dei corsi di formazione dedicati alle persone che vogliono diventare clown in corsia e far parte del nostro gruppo. Il corso 2020 è stato rinviato a data da definirsi causa Covid. Parte del nostro tempo libero lo impieghiamo andando nelle corsie dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, nelle case di riposo, strutture per disabili e case famiglia. Partecipiamo agli eventi cittadini e ne organizziamo altri per creare momenti di ritrovo e per raccogliere fondi in modo da poter fare, a nostra volta, varie donazioni. Questa rubrica vi permetterà di conoscere meglio alcuni dei clown che fanno parte del gruppo e di conoscere le loro esperienze, il loro pensiero sul volontariato e tutto quello che avranno voglia di raccontarci.
La prima a parlare un po’ di se è la Dott.ssa Gioia.
Buona lettura.

Cari lettori e lettrici, mi presento: sono Alessia e ho trent’anni. Il mio nome clown è Gioia e faccio parte di quest’associazione da quattro anni. Il mondo del volontariato mi ha sempre affascinato sin da ragazzina. Ricordo che mi veniva detto nonostante fossi diffidente, che ero una grande osservatrice e ascoltatrice. Crescendo lo sono rimasta. Mi piace cogliere l’essenza delle cose, notare i dettagli, viaggiare di fantasia cercando di restare coi piedi per terra e ascoltare storie. Personalmente parlo poco all’inizio ma poi…! Metto spesso il bene di chi mi sta attorno prima del mio, porgo sempre non una ma entrambe le mie spalle e, mi pongo mille domande per ogni cosa. Mi sono avvicinata ai Pagliacci scoprendoli sui social, conoscevo un paio di persone che ne facevano parte e decisi di andare all’Open day, per scoprire chi fossero per poi buttarmi letteralmente in un’avventura bellissima. Ci fu il corso e via via poi tantissimi incontri e uscite. Persone di ogni età e carattere con le quali ho stretto rapporti e che col tempo sono diventate una famiglia.

Non credo ci sia una singola storia che mi sia rimasta particolarmente a cuore in questi anni, perché ogni uscita in ospedale per me è diversa così come ogni persona conosciuta lo è. Posso dire che è tutto un “aggiungersi al mio bagaglio di vita e crescita personale”. Gli occhi delle persone (dei bambini con i quali personalmente lavoro e degli anziani in particolar modo) mi restano dentro più di ogni altra cosa; una stretta di mano, una frase, un sorriso… Ciò che provo è un misto di emozioni. Dall’imbarazzo iniziale alla paura al cuore che batte alla felicità quando si torna a casa e si pensa all’uscita appena fatta. E’ tutto bello e vero. Non ci potrà mai esserci nulla di finto nella vita se viene fatto col cuore.

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