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Parola ai lettori

"Bici rubata, ma la visione del filmato è a discrezione del magistrato"

La lettera di un vercellese: "Le telecamere sono quindi inutili?"

Bicicletta

Egr. sig. Sindaco buongiorno.
                                   Scrivo per lamentarmi e informarLa insieme, di un disagio se non un vero e proprio fastidio, che immagino non sia solo mio. Qualche domenica fa, (ma la giornata è ininfluente) mia figlia, vista la giornata di sole e la prima vera possibilità di uscire, presa la bicicletta e raggiunto il centro, l’ha lasciata (ben legata e assicurata con catena agli appositi e previsti supporti) sotto il portico del Comune, pensando che l’area e il continuo passaggio delle persone, fossero o potessero di per sé costituire un possibile freno o deterrente per gli opportunisti ladri. Fiducia ahilei mal riposta, ma, si sa, l’occasione appunto fa l’uomo ladro, proprio come il film omonimo. Al di là delle facili e comuni conclusioni, quello che avvilisce, lei soprattutto (mia figlia), è che pur avendo adottato comportamenti di precauzione, correttezza e di dovere civico, denuncia compresa, si è sentita rispondere che la visione dell’eventuale registrazione dei filmati è a discrezione del magistrato, che immagino io, non ravvisi la gravità per richiederne l’acquisizione. Intanto, il furto è stato perpetrato anche ai danni di altre sfortunate persone che in quell’ora hanno avuto la pensata di lasciare le loro biciclette nello stesso spazio, ma, ed ecco la ragione del mio sfogo, posto che si potesse risalire agli autori del fatto e accettato anche che il giudice avesse avuto e abbia altre urgenze e incombenze a cui dedicarsi, perché non far si che la visione dei filmati stessi (non essendo a disposizione della parte lesa ovviamente) possa essere demandata ad altra figura nel rispetto della tanta consumata e dispensata privacy?
Il senso di delusione, scoramento e di vero sconforto nascono dalla constatazione che chi delinque in un modo o nell’altro, specie se per soli danni alle cose, è sicuro di non incorrere assolutamente in alcuna ammenda o addebito di quanto causato, in smacco a coloro che credono o confidano nelle autorità, nella giustizia terza, o alle blandissime misure pseudo preventive più che nel senso civico e nell’educazione. Insomma ma che società è quella in cui i suoi rappresentanti più autorevoli, preposti alla tutela dei valori in essa sostenuti e condivisi, si limitano all’enunciazione dei medesimi lasciando alla libera mercé dei trasgressori i cittadini che dovrebbero assicurare o almeno tutelare, invece di accettare, forse, (specie quando il danno e di altri) la sopportazione del minimo danno provocato. Cosa rispondo io a mia figlia, sul perché, pur vedendo telecamere, cartelli, apparecchi di bloccaggio, si trova a dover constatare l’inutilità di quanto previsto e incautamente millantato per il presunto controllo delle aree comuni e in nome della altrettanto ipotetica sicurezza delle persone, come pure di chi l'ha così ingenuamente pensato per lo scopo? Mi trovo sinceramente in difficoltà a giustificare le ragioni di tale mancanza, ancor peggio se acquisita a sistema, come un dato scontato, o al più di interesse meramente statistico. So, viceversa cosa nell’imminenza dovrò fare; comprare una nuova bicicletta, con la fondata preoccupazione però che potrà nuovamente incorrere in altre creativi recuperi. Mi farebbe piacere ricevere un pensiero o qualsiasi osservazione che valga le domande poste. Grazie per l’attenzione eventuale.

Gabriele Zannetti

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