" />

cerca

Parola ai lettori

"Riconoscete i meriti del Centro studi Vercellae"

L'appello di Dario Gaviglio

Raccolta Gaviglio

Alcuni reperti ritrovati dai Gaviglio (foto Facebook)

Spettabile La Sesia,

sono secoli che discutono della famosa battaglia dei “Campi Raudi”, combattuta tra i romani che salvarono l’Italia dall'invasione e i barbari Cimbri provenienti dal nord. Senza dilungarci sui numerosi interventi di storici accademici succeduti nei secoli, limitiamoci agli ultimi scritti del XIX secolo. Sul libricino di Carlo Carena e Paolo Zenone, ”Vercelli e l'invasione cimbrica” ediz.dell'Istituto Belle Arti di Vercelli, viene scritto: Ettore Pais, che dedicò alla guerra cimbrica un numero notevole di studi, così conclude il suo ultimo: “In tale condizione di cose giungere a conclusioni decisive è quasi impossibile... ove non ci venga in soccorso la scoperta di qualche testo antico, nonostante gli studi accurati dei moderni, ancora di qui a qualche secolo si continuerà a discutere dove e quando i Cimbri sono stati sconfitti da Mario, Silla e Catulo”.

Siamo nel XXI secolo e giunge nuovamente la storiella di quando e dove avvenne lo scontro armato tra Romani e Cimbri. Negli ultimi anni il “Centro Studi Vercellae” - Gruppo Archeologico Piemonte Orientale ha puntualmente presentato nella pubblica via a Vercelli e in una mostra organizzata presso un locale sotto i portici di piazza Cavour la rievocazione della battaglia. In questa occasione l'ex sindaco Maura Forte venne a trovarci e, in un'altra manifestazione si presentò l'attuale sindaco Andrea Corsaro, con sua figlia, ricevendo un opuscolo del “Centro Studi Vercellae” in cui era scritto il ritrovamento di un elmo, delle spade e altri reperti rinvenuti da un contadino e dai signori Gaviglio Daniele e Dario. Questi recuperi e scoperte sono citati dal 1981 sui notiziari del Ministero dei Beni Culturali. Aver assistito alle manifestazioni della figlia di Corsaro in cui si proiettano le immagini dei nostri scritti e nostri ritrovamenti ci fa piacere, ma saremmo grati che venisse citata la fonte come solitamente facciamo noi. Forse, abbandonando il criterio "è tutto mio", potremmo ampliare lo spazio delle conoscenze.

Comunque, è scritto sull’opuscolo che i ritrovamenti sono riferibili a una scaramuccia tra soldati e, forse, neanche quella dei “Campi Raudi”. Al Mac (Museo Archeologico cittadino) parrebbe esserci ancora scritto che la battaglia è da cercare “altrove”. Non è un grande sforzo di ricerca, se fosse vero! I sottoscritti hanno rivoluzionato il modo di aver concepito la storia di Vercelli. Abbiamo scoperto che Vercelli è stata fondata dagli Italici e Romani e non dai Celti. Abbiamo scoperto e riscoperto il sito dell'anfiteatro e il teatro romano; la vastissima necropoli romana di Porta Torino; la chiesa di Santo Stefano con le “domus romane”, salvando dalla distruzione i mosaici romani; le necropoli romane dei Cappuccini; di Borgo Vercelli, ecc.

Ora, se desiderate accompagnarci a scoprire i “Campi Raudi” pagate e ci riconoscete il merito di averli scoperti, altrimenti noi continueremo da soli a fare scoperte e voi continuerete a dire bla…bla… bla! Del resto, gli unici che riconoscono i nostri meriti sono il Ministero, i docenti dell’Università e il consigliere comunale Michelangelo Catricalà che spesso ha ricordato, in consiglio comunale, le scoperte compiute dai Gaviglio e dal “Centro Studi Vercellae”, compresa l’area di S. Stefano (Brüt Fond).

 Dario Gaviglio - direzione Centro Studi Vercellae

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500