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Coronavirus

Pandemia immaginaria, la verità viene a galla

Le considerazioni di un lettore

Coronavirus Covid

Spettabile La Sesia,
pian piano, la verità sull’immaginaria pandemia del Covid-19 viene a galla. E anche i più sprovveduti, vittime del politicamente corretto e di un’informazione (televisiva e giornalistica) improntata a un indottrinamento pseudo-scientifico e politico mondialista non possono più avere alibi per sostenere una politica internazionale servile ai piani di realizzazione del Nuovo Ordine mondiale.

Qualunque sia stata l’origine del virus ha ben poca importanza. Quel che conta è che le autorità politiche e sanitarie internazionali erano pronte sin dall’anno 2019 per intervenire e non si sono di certo lasciate sfuggire la palla, colta al balzo. Ed è a questo punto che subentrano gravi responsabilità collettive, della classe medica, di quella politica e, infine, della magistratura.  Se numerosi medici di base non avessero, alla grande - a partire dal mese di febbraio dello scorso anno 2020 - abdicato ai loro obblighi e doveri professionali, adeguandosi a direttive criminali provenienti dai poteri politico-sanitari, abbandonando gli ammalati in casa, alla mercè di un destino a volte atroce, gli ospedali non sarebbero mai stati oberati di lavoro; e nei reparti di terapia intensiva non sarebbero forse mai giunti pazienti affetti da Covid-19. 

Si sarebbe evitato un numero in continuo aumento di decessi causati non dal virus ma, invece, dalla pessima gestione dell’epidemia. Aumenti vertiginosi di decessi - o anche solo aggravamenti - determinati dal diniego di comuni ma essenziali pratiche ospedaliere terapeutiche e dal ritardo di improrogabili interventi chirurgici; della quale realtà non si parla quasi mai, poichè non conviene parlarne. Nessuno si sarebbe accorto di questo virus e la vita sarebbe proseguita normalmente, senza danni alla nostra salute e senza l’insorgere di patologie psicologiche e psichiche. E l’economia non ne sarebbe stata nemmeno minimamente danneggiata.

Sono ormai numerose le testimonianze di medici coraggiosi i quali, contravvenendo a ordini impartiti dall’alto, hanno salvato, rischiando in proprio anche denunce di epidemia colposa, molte vite umane. A titolo di esempio - su internet tutto è facilmente rintracciabile - riporto i nomi del dottor Luigi Cavanna, primario di oncoematologia di Piacenza, della dottoressa Maria Grazia Dondini, medico di base della provincia di Bologna, del dottor Riccardo Szumski, sindaco di Santa Lucia di Piave (Treviso). Questi medici (e altri ancora) hanno curato a casa i pazienti affetti da Covid-19; con una ospedalizzazione del 5% circa, e nessun decesso. Ancora: “Medici impegnati in prima linea contro il Covid-19 - si veda il video Vincere contro il Covid-19, dove si sente anche una testimonianza di un medico del 118 che lavora nella provincia di Biella - ci dicono chiaramente che è un male curabile, anche negli anziani o in presenza di patologie pregresse. È necessario però agire con tempestività, con farmaci di uso comune ed ormai noti e sperimentati. Si evitano così ricoveri ospedalieri e non si hanno decessi”.

Intervenendo subito con antiinfiammatori non steroidei (Aspirina, Aulin) e con idrossiclorochina si blocca l’infezione. L’associazione di un antibiotico macrolide (quale azitromicina) oppure di tetraciclina è utile sia per combattere il virus e sia, ancor più, per  prevenire complicazioni batteriche. Il tutto, seguito da un immunocompressore cortisonico ed, eventualmente, da una profilassi anti-trombotica (anticoagulante) con eparina, che previene la coagulazione intravasale. Infine, in caso di necessità, plasmaferesi con plasma iperimmune e anticorpi monoclonali. Per la prevenzione, rafforzare il sistema immunitario con utilizzo abbondante di vitamina C, di vitamina D associata alla K2 e di zinco.

Mario Dionisotti

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