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Acqua: “Progetti del Piano nazionale, realizzare interventi in tempi veloci”

A Roma si è discusso delle politiche infrastrutturali legate alla gestione idrica

Acqua

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“Sicurezza idrica e resilienza dei territori": è stato questo il tema al centro dell’incontro organizzato a Roma da ANBI (Associazione Nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue) dedicato ai progetti previsti dal Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (Pniissi).

"Un’occasione fondamentale per discutere delle politiche infrastrutturali legate alla gestione dell’acqua e alle sfide che il nostro Paese è chiamato ad affrontare nei prossimi anni - dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro (Confederazione Agricoltori Europei) -  Accogliamo positivamente la presentazione dei 266 progetti previsti dal piano, per un valore complessivo di circa sette miliardi di euro, così come le risorse messe a disposizione. Tuttavia, è necessario sottolineare come l’Italia sia già in ritardo rispetto alle reali esigenze del territorio. Il nostro è infatti un Paese fragile e vulnerabile sotto il profilo idrogeologico, ma allo stesso tempo moderno e innovativo, che deve essere in grado di dotarsi rapidamente di infrastrutture adeguate. Per questo motivo auspichiamo che gli interventi previsti possano essere realizzati in tempi fulminei".

Dopo anni caratterizzati da danni, criticità diffuse e carenze strutturali nella gestione delle risorse idriche, prosegue Tiso, "non possiamo più permetterci errori o ulteriori rallentamenti. In particolare, gli invasi multifunzionali rappresentano senza dubbio una soluzione concreta e immediatamente applicabile per affrontare le problematiche idriche del nostro territorio. Oggi riusciamo a trattenere appena il 10% delle acque piovane: una percentuale assolutamente insufficiente. L’obiettivo deve essere quello di arrivare almeno al 50%, attraverso una pianificazione infrastrutturale moderna ed efficiente. Per questo chiediamo a tutte le istituzioni competenti di andare oltre gli slogan e le promesse. La gestione delle risorse idriche deve diventare una priorità nell’agenda istituzionale del Paese, come Confeuro ribadisce da tempo”. 

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