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Fridays for Future: il primo sciopero per il clima del 2022

Ieri, venerdì 25 marzo, i ragazzi sono scesi di nuovo in piazza

Fridays for Future: i ragazzi sono scesi di nuovo in piazza

Ritornano i Fridays for future: ieri, venerdì 25 marzo, il primo sciopero del 2022. Ragazzi di tutta Italia sono scesi in piazza per manifestare contro il cambiamento climatico e in alcune città anche contro la guerra: Torino, Milano, Genova, Napoli, Firenze, Bari, Catania…
La richiesta da Nord a Sud è quella di mettere in campo azioni urgenti per fermare la crisi climatica: gli studi parlano chiaro. Secondo il report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa del cambiamento climatico i rischi principali sono le ondate di calore, la mancanza di acqua, il calo delle rese agricole e la maggiore frequenza di inondazioni. dimostra.

In Europa, secondo il Report, raggiungendo un riscaldamento di 3 gradi sopra i livelli preindustriali, si stima che 170 milioni di persone saranno colpite da siccità estrema. Poi ad oggi la temperatura del pianeta è aumentata di 1,1 gradi e quando raggiungeremo gli 1,5 la mancanza d'acqua sarà un problema per il 18% dei cittadini europei.


Così per evitare questi scenari i ragazzi sono scesi in piazza.  A Milano, come si legge su Tgcom 24, erano in cinquemila: sullo striscione che apriva il corteo c’era scritto “Non chiamatelo maltempo”. Non solo. In alcune città i ragazzi sono scesi in piazza anche per protestare contro il conflitto: “Effetto serra effetto guerra” si poteva leggere su un cartello a Torino. Anche a Bari hanno sfilato nelle vie del centro sventolando bandiere, tra cui quella dell’Ucraina, e sollevando cartelli e striscioni. Poi con gli studenti di Firenze anche una rappresentanza dei lavoratori di Gkn. 

 

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