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Agricoltura e allevamento

Siccità? "Periodi sempre più lunghi, razionalizziamo le risorse"

L'intervista alla presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo

Risicoltura: "La siccità non preoccupa, per ora"

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a lunghi periodi di siccità che non vengono interrotti da piogge costanti, ma arrivano delle vere e proprie bombe d’acqua che poi non permettono a un terreno troppo asciutto di filtrare l’acqua”: a parlare è Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara -Verbania Cusio Ossola. A soffrire in questo momento sono le colture autunno vernine, il mais e i prati permanenti.
Un problema, quindi, che può riversarsi anche sula zootecnia: “Dovrebbe essere il periodo in cui inizia la crescita di queste coltivazioni – spiega Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara- Verbano Cusio Ossola - ma sono ancora ferme perché non c’è acqua. Questo, quindi, comporterà minori tagli per il maggengo e una minore crescita per il frumento. Negli ultimi anni abbiamo iniziato a seminare il mais presto, ma con una terra così asciutta…”.

Sarà quindi importante immagazzinare e sfruttare al meglio l’acqua: “Visto che negli anni i tempi di siccità si allungano – sottolinea Baudo – sarà necessario riuscire a trattenere il più possibile l’acqua per utilizzarla quando ce ne sarà bisogno”. Ad oggi, in generale, il problema che stanno riscontrando le aziende è quello dei rincari: “Stanno arrivando le prime bollette 2022 e si vede già un rialzo – sottolinea Baudo – e sono accompagnate dall’aumento dei costi dei fertilizzanti, dei concimi, della soia e quindi del mangime che si dà alle vacche. Tutta la filiera dalla produzione fino alla vendita vede degli incrementi.

Bisognerebbe diventare autonomi, con l’aiuto dello Stato, nell’utilizzo dell’energia magari attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici”. Ad oggi è complesso anche capire quale coltura piantare: “Per esempio – spiega Baudo – il mais deve essere messo giù e concimato. Ma i prezzi delle bollette sono alti e quindi in tanti decidono di non coltivarlo. Chi ha la zootecnia invece è quasi obbligato a coltivarlo perché lo si usa per cibare gli animali. Per esempio, nella parte bassa di Oleggio c’è l’acqua ma le bollette sono aumentate e i costi non coprono le entrate. Il problema si verificherà più avanti perché in giro ci sarà poco mais e si vedrà una ricaduta sul mercato”.

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