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Siccità, la magra invernale di Po più grave degli ultimi 30 anni

Le precipitazioni in corso non bastano a colmare il gap

Siccità, la magra invernale di Po più grave degli ultimi 30 anni

Il Po a Crescentino

Un problema globale che si può riversare territorialmente sotto più aspetti: ambientale, economico, gestionale e sociale. A partire dall’anomalia climatica e dal riscaldamento globale, che da anni stanno interessando tutto il mondo, svilupperemo un’inchiesta. Analizzeremo le ricadute ambientali sul nostro territorio e quelle economiche per gli impianti sciistici,per l'agricoltura, per poi trattare il problema della siccità, delle condizioni e della gestione degli acquedotti.

È la magra invernale di Po più grave degli ultimi 30 anni: la perturbazione in corso al Nord, supposta la breve durata, probabilmente non basterà a sanare il deficit idrico e anche quella atlantica prevista per i prossimi giorni potrebbe non colmare il gap. Lo comunica l’Autorità distrettuale del fiume Po-Ministero della Transizione ecologica.

Secondo i dati forniti (che fanno capo al 14 febbraio 2022), il Po presenta una diminuzione del 34% sulle portate mensili di gennaio-inizio febbraio e la temperatura media mensile risulta quasi 2 gradi sopra quella clinicamente attesa. Poi su tutto l’arco alpino lo Swe (l’entità del manto nevoso) è prossimo ai minimi, con punte del -80%.

“La situazione – si legge in una nota stampa – sta gradualmente migliorando, ma la crisi idrica manifestata fino ad oggi e l’aridità dei suoli, unita alle temperature fino a ieri decisamente sopra la media e alla perdurante mancanza di precipitazioni sulle catene montuose (Alpi e Appennini) hanno generato criticità evidenti che potrebbero comunque manifestarsi nel lungo periodo incidendo soprattutto sugli equilibri degli habitat e dell’agricoltura”.

In Piemonte (come reso noto dall’ente parco) infatti si sono già registrate morie di pesci autoctoni e anche numerose tipologie di piante mostrano evidenti segni di difficoltà. La situazione è di allerta: “Le anomalie sono decisamente marcate per molti indici – commenta il segretario generale di ADBPo-MiTE, Meuccio Berselli – ora finalmente è arrivata una perturbazione, ma sono 60 i giorni senza pioggia significativa in molte aree del distretto, le temperature massime sono state costantemente superiori alla media di 2-3° C ed i venti che hanno sferzato la pianura hanno ulteriormente asciugato i terreni incidendo nel medio lungo periodo”.

Le previsioni annunciate hanno portato cambiamenti in queste ore: “Oggi la situazione si ridimensiona parzialmente, ma sicuramente è di allerta e non di allarme – conclude Berselli - la differenza è molto sottile e dipenderà dalle prossime ore: sarà importante vedere in che modo e in quale quantità pioverà”.

Per leggere il primo articolo https://lasesia.vercelli.it/regione/2022/02/07/news/in-tutto-il-piemonte-non-piove-da-60-giorni-109963/

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