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Osservatorio Domina

Lavoro domestico: triplicano le badanti di nazionalità italiana

Sempre più donne italiane decidono di svolgere il lavoro di badante

Lavoro domestico

Lavoro domestico: triplicano le badanti di nazionalità italiana. Sempre più donne italiane decidono di svolgere il lavoro di badante. Negli ultimi anni, le donne italiane che scelgono di svolgere il lavoro di badante sono triplicate. È quanto emerge da un’anticipazione del rapporto 2021 sul lavoro domestico redatto dall’Osservatorio Domina. I mutamenti socio-economici e demografici in corso nel nostro Paese hanno portato, tra il 2011 e il 2020, ad un incremento del 41% del numero di assistenti familiari attivi. Si è passati quindi da 310 mila a 438 mila badanti: la quota di maggioranza va alle donne, gli uomini rappresentano infatti solo l’8,2% del totale. Se il 67,5% è rappresentato attualmente da donne straniere, negli ultimi anni si è visto un cospicuo aumento di donne italiane che hanno scelto di svolgere il lavoro di badante; tra il 2011 e il 2020, sono 70 mila le nostre connazionali diventate assistenti familiari ovvero il 24,3% del totale.

Domina mette però in luce l’eterogeneità della distribuzione delle badanti italiane sul territorio nazionale. Solo in otto regioni, tutte al Sud, le assistenti familiari italiane rappresentano oltre il 30% del totale e raggiungono il 72,4% in Sardegna. Anche questo parametro è fortemente influenzato dai cambiamenti socio-economici e demografici che hanno interessato lo Stivale negli ultimi dieci anni. Al Sud vi è infatti una minore presenza straniera, per cui l’offerta di manodopera per quel tipo di mansione è ricoperta maggiormente dagli autoctoni; vi sono poi meno opportunità di lavoro per le donne italiane e questo fa sì che le il lavoro domestico diventi uno sbocco preferenziale per le donne italiane.

L’Osservatorio Domina mette quindi in evidenza altre differenze tra badanti italiane e straniere, la prima delle quali prende in analisi l’età. Le assistenti familiari italiane risultano essere più giovani con una media di 48,7 anni rispetto ai 51,8 delle straniere. Il divario più ampio, però, riguarda l’orario medio settimanale: le italiane lavorano infatti mediamente 22,7 ore settimanali contro le 38,3 ore delle straniere. "La professionalizzazione del lavoro domestico, in particolare dell’assistenza familiare, entra piano piano tra le scelte professionali delle famiglie italiane - afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina - Negli ultimi dieci anni la componente di donne italiane è triplicata, sia per ragioni socio-economiche che per una nuova organizzazione del lavoro e della famiglia". 

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