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L'aggiornamento

Draghi orientato a spostare l'inizio del coprifuoco alle 23

Al momento prevale la linea della prudenza: frenati aperturisti e Regioni

Mario Draghi

Il coprifuoco è destinato a scandire ancora per qualche tempo le serate degli italiani. Ogni giorno che ci si avvicina alla data cardine del 14 maggio, ossia quella del monitoraggio della Cabina di regia, il premier Mario Draghi sembra sempre più orientato ad adottare la linea della prudenza e dell’allentamento graduale della norma. Per questo, ad ora, sembra sempre più probabile che lo slittamento, che dovrebbe avvenire dalla prossima settimana, sia solamente di un’ora, con l’inizio del coprifuoco spostato alle 23. Nonostante il pressing dell’ala aperturista del Governo (il centrodestra) e delle Regioni che puntano all’allungamento della possibilità di stare in giro almeno fino a mezzanotte o addirittura eliminare il coprifuoco, il presidente del Consiglio, spalleggiato dal Comitato tecnico scientifico e dall’ala rigorista dell’esecutivo, firmerà lo slittamento di una sola ora. Resta ancora da capire quando entrerà in vigore il nuovo orario: pare infatti che il Governo vorrebbe attendere ancora un paio di giorni dopo il monitoraggio prima di incontrare la Cabina di regia: in questo caso l’allentamento non avverrebbe già da lunedì 17 maggio, ma si dovrebbe aspettare qualche giorno in più.

Sul fronte aperture, invece, tema caldo rimane quello dei centri commerciali nei weekend: le proteste delle associazioni di categoria e dei titolari delle attività si sta facendo sempre più pressante ed è possibile che, dopo diversi rinvii, da sabato 22 maggio potranno riaprire.

Un altro indizio che conferma l’intenzione di Palazzo Chigi di dare luogo ad altre riaperture, anche anticipate rispetto al calendario del decreto in vigore, è la convocazione straordinaria del Cts. Oggi, mercoledì 12 maggio, gli esperti si vedranno per valutare i nuovi parametri in base ai quali i territori passano da una fascia di rischio all’altra e che i presidenti delle regioni ritengono penalizzanti. Un percorso da compiere passo dopo passo, con in testa il ministro della Salute Roberto Speranza che, prima di allentare ancora le restrizioni, vuole vedere come ha reagito il Paese alle riaperture del 26 aprile: “Aspettiamo con serenità i dati del monitoraggio e se ci saranno le condizioni, come tutti ci auguriamo, potremo far ripartire altri settori”, ha affermato.

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