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Il flaneur

Deviando per San Genuario

Storia e suggestioni a pochi chilometri da Crescentino

San Genuario

Il castello dei Tizzoni a San Genuario

In questo periodo nel vercellese le risaie si stanno allagando creando quello spettacolo paesaggistico conosciuto come “il mare a quadretti”.

Risaia

Percorrendo poche decine di chilometri fuori città alla ricerca di scorci suggestivi da fotografare, mi è capitato di incrociare piccoli borghi rurali fuori dal tempo con i quali non avevo mai approfondito conoscenza. Le deviazioni non programmate sono fondamentali nella filosofia di un flâneur e basta una piccola deviazione dalla strada principale per scoprire luoghi nuovi e immergersi nelle suggestioni di terre e borghi d’acqua. In primavera l’azzurro è il colore dominante del cielo che si specchia con l’acqua mentre il verde della vegetazione fa da cornice. Un panorama che pur essendo famigliare non smette mai di stupirmi.

A pochi chilometri da Crescentino, sulla mia destra ecco comparire il cartello San Genuario. Ho deciso di deviare dalla strada principale e, procedendo per un lungo rettilineo, mi sono ritrovato in un piccolo borgo dove il tempo sembra essersi fermato. San Genuario è considerato il più antico insediamento monastico benedettino delle Grange. Le origini di San Genuario, sembrano già essere attestate dalle sei pietre miliari che erano sul sagrato della chiesa, oggi conservate al Museo Leone di Vercelli. Sulla porta d’entrata della fortificazione, inoltre, è murato un frammento di lapide romana in cui sono leggibili, con ottima grafia, le lettere “Aulio”. Gauderio (o Gaudenzio o Gauderi), generale di Ariperto II, sedicesimo re dei Longobardi, secondo un diploma del 9 ottobre 707, fondò un monastero benedettino intitolato a San Michele di Lucedio. Esso fu il più antico insediamento monastico in quelle terre, seguito dall’abbazia di Santa Maria di Lucedio fondata nel 1123. L’imperatore Lotario I, nel 843, donò all’abbazia il corpo di San Genuario e da allora la costruzione, con la chiesa ed il villaggio, presero il suo nome. 

San Genuario

L’edificio che da subito appare più rilevante e imponente all’interno del piccolo abitato è quella del castello dei Tizzoni. Giacomo Tizzoni, conte di Crescentino, il 5 settembre 1419 ottenne da papa Martino V la cessione di metà del territorio di San Genuario a condizione che vi edificasse un castello per la difesa del monastero. L’investitura avvenne il 23 aprile 1422. Il Tizzoni fece costruire il castello, circondato da fossato, probabilmente sulle rovine di un’antica fortezza distrutta nel 1319 da Riccardo Tizzoni e dai Crescentinesi. Giacomo Tizzoni ottenne poi l'investitura di Conte di San Genuario, ma i monaci si opposero dando luogo ad una controversia che durò molti anni. L'edificazione del castello ebbe termine solo nel 1470 ad opera dei figli di Giacomo Tizzoni. I Tizzoni mantennero il potere a San Genuario sino al 1592, quando il feudo passò sotto il dominio di Emanuele Filiberto di Savoia. In seguito il castello passò nelle mani di molti proprietari e nell'Ottocento venne trasformato in azienda agricola con la costruzione di stalle ed altre dipendenze in stile neogotico. Anche attualmente il castello è in proprietà a privati. Il castello presenta una fisionomia tipicamente rinascimentale, che assomiglia di più ad una dimora nobiliare che ad un’opera di difesa militare. Di notevole effetto scenico sono gli elementi architettonici aggettanti presenti su tutti i lati del corpo centrale; anche la torre è impreziosita da una corona di beccatelli.

L’originaria chiesa abbaziale è stata sostituita dall’attuale chiesa parrocchiale risalente al XVII secolo, la quale ha comunque conservato abside e campanile della prima chiesa. A circa tre chilometri dal paese, come ben segnalato da un cartellone all’interno del borgo, si trova la riserva naturale della palude di San Genuario. Il nucleo, dove sorgeva una peschiera, dopo la cessazione dell’attività, è stato interessato da un progressivo processo di rinaturalizzazione formando così un habitat palustre di grande interesse naturalistico. L’aspetto che durante la mia breve visita più mi ha colpito di San Genuario è che non ho incontrato anima viva. Ma non solo, perché c’era una quasi totale assenza di rumori il che mi ha permesso, anche all’interno dell’abitato, di sentire amplificati tutti i suoni della natura. Per ogni viaggiatore, turista o semplice curioso e amante dell’avventura, la Strada delle Grange, quella che da Vercelli arriva a Crescentino per intenderci, non andrebbe percorsa dritta. Sarebbe infatti buona norma esplorarla imboccando le sue innumerevoli deviazioni immergendosi in un percorso ricco di fascino, storia e, perché no, di mistero che non guasta mai.

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  • Gamba Renzo

    Renzo

    Gamba

    09:09, 02 Maggio 2021

    Mr

    L´articolo su San Genuario l´ho letto con piacere e interesse. Complimenti.

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