cerca

IL FLÂNEUR

Due passi per Viale Rimembranza tra Garibaldi e un aereo

Un tragitto lungo, diritto e lineare che parte da una statua...

Monumento a Garibaldi

Piazza Solferino col monumento a Garibaldi

Una giornata con, in cielo, una continua battaglia tra sole e nuvole che crea interessanti contrasti di luce e colore tra le geometrie dell’ambiente urbano

Monumento a Garibaldi

Mi sposto dal semi centro verso la periferia; inizio da una statua e termino davanti ad un aereo in un tragitto lungo, diritto e lineare. In piazza Solferino Garibaldi, che qui è arrivato non subito ma dopo alcuni spostamenti, fa capolino tra le auto che percorrono la rotonda. La statua è opera di Francesco Porzio. L’impressione che ne ricavo osservandola è di austerità, sensazione accentuata dalla gradinata ottagonale con piedistallo in granito su cui sono fissate le sculture bronzee dell'aquila, della bandiera italiana e dello stemma Savoia. Il Garibaldi si presenta in marmo che un tempo doveva essere bianco con la sciabola in bronzo, in piedi, con la mano destra che tiene il berretto appoggiata al fianco, la mano sinistra lambisce l'elsa della sciabola infoderata; è abbigliato con la mantella militare, ha un paio di pince-nez appesi al collo.

Viale della Rimembranza

Viale della Rimembranza fu aperto nel 1928. Unisce Porta Casale con Canton Billiemme. Quando non esistevano ancora tutti i condomini e i palazzi che si vedono oggi, cioè prima del 1940, in prossimità del viale si trovavano alcuni campi da tennis dove si disputavano gare nazionali di alto livello. Il viale è un rifugio per la calura estiva e regala suggestioni dai toni noir in autunno e inverno. Passeggiando sulla sinistra andando verso la periferia, impossibile non notare La Molinara un corso d’acqua che, proprio in Viale Rimembranza, si insinua nei meandri della città in un percorso sotterraneo.

La roggia Molinara

Interessante a proposito ciò che scrive Luigi Bavagnoli sul blog del Teses (Team Sperimentale Esplorazioni Sotterranee) in un articolo di reportage di un’esplorazione che risale al novembre 2017: ”L’aspetto che ci interessava maggiormente, era quello di poter osservare la fattura del manufatto in prossimità di viale della Rimembranza, sotto al quale si ipotizzava la presenza di un teatro romano un tempo unito all’anfiteatro. Alcuni anziani avevano raccontato di aver esplorato, negli anni ’70, il tratto sotterraneo della roggia Molinara, tra l’anfiteatro e via Asmara e di aver visto, inglobati nella muratura, possenti mura romane”. La camminata lungo Viale della Rimembranza prosegue oltre fino ad arrivare davanti ad un aereo poggiato su un piedistallo. Sono davanti all’ingresso dall’Aeroclub di Vercelli Marilla Rigazio gestore dell’Aeroporto “Carlo Del Prete”. È il 1928, il trasporto aereo si sta espandendo  e nascono le prime compagnie aeree. A Vercelli quindici pionieri creano il Gruppo Turismo Aereo “M.O. Mazzucchelli”. Tra di loro: Francis Lombardi, Giulio Sambonet, Viazzo, Cavalli, Ferraro, Bosso, Prestinari, Dellarole, Sandri e Leonida Robbiano. Viene aperta la Scuola di Volo e ci sono subito i primi allievi. Un’ora di volo costa 200 Lirei. I nuovi piloti sono formati dal Comandante Francis Lombardi che, nel 1938 aveva fondato l’AVIA, Anonima Vercellese Industria Aeronautica che sfornò, tra i vari modelli, l’L.3 un aereo biposto utilizzato come mezzo per la formazione di allievi nei corsi di pilotaggio sia in ambito civile che militare.

Nel frattempo il cielo si è fatto cupo. Mi accorgo che, guardando in direzione della statua del Garibaldi, si nota qualche spiraglio di sole che decido di seguire.

 

Aeroporto Rigazio

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500